LA FED NON POTRA’ PIU’ SALVARE LE PROSSIME BEAR STEARNS O AIG

30 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva con i listini azionari che hanno chiuso la sessione in forte rialzo sulla scia dei mercati statunitensi. Gli indicatori di fiducia dell’area Euro hanno evidenziato un miglioramento rimanendo tuttavia su livelli ancora bassi. L’agenzia di rating Moody’s ha messo la Grecia sotto osservazione per una riduzione del rating ed ha portato a negativo da stabile l’outlook del Portogallo.

Intanto Weber, membro della Bce, ha dichiarato che l’Istituto potrebbe ridurre le misure di stimolo il prossimo anno iniziando con l’eliminazione dell’asta di rifinanziamento ad un anno. In Gran Bretagna invece la Boe, secondo quanto riportato da WJS, la prossima settimana potrebbe annunciare un aumento dell’ammontare di bond da acquistare dagli attuali 175 Mld£. Sul decennale la resistenza passa per 3,32%.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo su tutta la curva dopo i dati superiori alle attese del Pil del terzo trimestre con lo spread sul 2-10 anni salito a 251 pb da 247. La prima lettura del Pil del terzo trimestre ha infatti registrato un incremento del 3,5% t/t annualizzato da -0,7%, grazie soprattutto al contributo positivo di consumi privati ed investimenti. Positivo anche il contributo delle scorte. Il dato sulla crescita migliore delle attese ha spinto al rialzo il mercato azionario che ha visto i principali listini chiudere con guadagni superiori al 2%, registrando la migliore performance da luglio.

L’asta sul titolo a sette anni da 31 Mld$ ieri si è conclusa con un bid-to-cover del 2,65 in calo rispetto alle precedenti due aste. Il segretario al Tesoro Geithner in un’audizione alla Commissione Servizi Finanziari della Camera ha dichiarato che se verranno approvate le riforme allo studio del Parlamento americano la Fed non potrà più salvare i grandi istituti di credito così come fece con Bear Stearns e Aig. Secondo Geithner la Banca Centrale continuerebbe ad essere un prestatore di ultima istanza, ma solo per imprese solventi in situazione di crisi finanziaria e con il consenso del Tesoro. Sul decennale la resistenza resta 3,52%.

Valute: si arresta la fase di apprezzamento del Dollaro verso Euro grazie al forte rimbalzo di Wall Street. Secondo quanto riportato da Market News, la Bce starebbe facendo pressioni sugli Stati Uniti affinché adottino una politica di rafforzamento del Dollaro. Visto il superamento di quota 1,48, per oggi il primo livello di supporto si colloca intorno a 1,478, prima resistenza in area 1,487. Marcato deprezzamento per lo Yen sia verso Euro sia verso Dollaro sulla scia del ritorno all’avversione al rischio da parte degli investitori. Verso Euro per oggi la resistenza si colloca in area 136, mentre i supporti a 134,5 e 133,8.

Materie Prime: giornata di forte rialzi ieri per le principali materie prime. Il greggio Wti, salito del 3%, si riporta in prossimità degli 80$/b Positivi anche gli altri energetici ad eccezione del gas naturale che ha chiuso leggermente negativo (-0,08%), nonostante il calo delle scorte superiore delle attese. In rialzo i metalli industriali guidati da nickel e piombo (rispettivamente a +5,04% e +6,14%), ed i preziosi, con l’oro e argento che hanno registrato guadagni intorno al 2%. Fra gli agricoli, forte rialzo dello zucchero (+4,12%) sulla scia del deprezzamento del Dollaro verso le principali valute. Positivi ancora i maiali (+2,32) dopo che la Cina ha dichiarato che riprenderà molto presto le importazioni dagli Stati Uniti. Negativi invece i bovini.

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