La Fed conferma i tassi vicini allo zero e riapre i rubinetti: $600 miliardi

3 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Iniezione da 600 miliardi di dollari sul mercato: questa la cifra, di 100 miliardi superiore alle attese, con cui la Federal Reserve spera di rilanciare l’economia, rischiando pero’ cosi’ facendo di sottovalutare il pericolo inflazione, come avvenne nel biennio 2003-2004. La riunione di due giorni di politica monetaria del comitato della Fed si chiude cosi’ con l’annuncio atteso di una nuova tornata di quantitative easing.

La banca centrale Usa ha inoltre confermato i tassi di interesse sui livelli vicini allo zero (0-0.25%) dove si trovano da dicembre 2008. Con il nuovo acquisto di bond a lungo termine, che avverra’ entro il secondo trimestre dell’anno prossimo al ritmo di 75 miliardi al mese, si rischia di innescare una spirale inflativa: il rendimento dei Treasury a 10 anni potrebbe scendere ulteriormente, spingendo al rialzo i prezzi.

Intanto gli indici di borsa hanno tenuto bene, mentre il dollaro ha iniziato a perdere terreno dopo l’annuncio – al momento cede lo 0.4% – spingendo al rialzo i prezzi di oro e argento. Selloff dei titoli di Stato a breve, che innesca un balzo dei rendimenti.

Secondo quanto riferito a Bloomberg da Scott Pardee, professore del Middlebury College, nel Vermont, ed ex funzionario della Fed di New York, cosi’ facendo la strategia potrebbe rivelarsi fallimentare e rischia di alimentare l’inflazione e al contempo una bolla di asset.

“La Fed non ha ancora perso la sua credibilita’, ma ci sta andando vicino”, ha proseguito Pardee, spiegando le ragioni alla base del suo ragionamento: “stanno parlando di allentamento monetario anche se l’economia sta riprendendo forza e la crisi finanziaria e’ alle spalle”. Inevitabile pertanto che “molti nel mercato sono all’erta e si aspettano di vedere spuntare lo spauracchio dell’inflazione da tutti gli angoli”.

Di seguito il testo diffuso al termine della riunione della Fed:

“Le informazioni ottenute dall’ultima riunione di settembre confermano che il ritmo della ripresa sia a livello di produzione che occupazione continua a essere lento. Le spese delle famiglie stanno aumentando gradualmente, ma sono ancora messe sotto pressione dagli alti livelli di disoccupazione, dalla crescita modesta del reddito e dalla situazione precaria del mercato immobiliare e delle attivita’ creditizie.

Le spese delle aziende nelle apparecchiature e nei software stanno salendo, anche se con meno intensita’ rispetto all’inizio dell’anno. Gli investimenti nelle strutture non residenziali continuano a essere limitati. Le societa’ restano riluttanti ad assumere. Il livello dei nuovi cantieri edili rimane ancora basso. L’outlook sull’inflazione a lungo termine e’ rimasto stabile, ma gli indici dell’inflazione sottostante sono calati negli ultimi trimestri.

Il Comitato cerchera’, come richiede peraltro il suo mandato, di raggiungere una stabilita’ di prezzi e di ottenere il massimo possibile per curare le ferite del mercato del lavoro. Al momento il tasso di disoccupazione e’ alto e i livelli di inflazone sono bassi rispetto all’obbiettivo del Comitato. Anche se si prevede un graduale ritorno su livelli piu’ elevati di utilizzo delle risorse in un contesto di stabilita’ dei prezi, il progresso verso gli obiettivi prefissati e’ stato sinora deludente.

Pertanto, al fine di promuovere un ritmo piu’ sostenuto della ripresa e per assicurare che l’inflazione, con il passare del tempo, si porti su livelli conistenti con quanto prevede il suo mandato, il Comitato ha deciso di acquistare nuovi titoli. La politica esistente di reinvestimento dei pagamenti principali derivanti dalle operazioni di acquisto verra’ mantenuta intatta.

Inoltre il Comitato ha intenzione di acquistare altri $600 miliardi di titoli a lungo termine entro la fine del secondo trimestre 2011 al ritmo di circa 75 miliardi al mese. Il Comitato terra’ sotto osservazione il ritmo dell’acquisto di titoli e le dimensioni complessive di tali misure di allentamento monetario alla luce delle informazioni che ricevera’ prossimamente e adattera’ il programma di conseguenza con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi sul fronte dell’occupazione e della stabilita’ dei prezzi.

Confermato il target range sui federal funds allo 0.00-0.25%. Le condizioni economiche, tra cui i bassi livelli di utilizzo delle risorse, trend dei prezzi, e attese per un’inflazione stabile, dovrebbero garantire livelli bassi in via eccezionale ancora per un periodo prolungato.

Il Comitato, infine, monitorera’ l’outlook economico e gli sviluppi finanziari e agira’ di conseguenza, mettendo a punto gli strumenti necessari per sostenere la ripresa e assicurare che l’inflazione rimanga a livelli consistenti con il suo mandato.

A votare a favore dell’azione di politica monetaria del FOMC sono stati: Ben S. Bernanke, Presidente; William C. Dudley, Vicepresidente; James Bullard; Elizabeth A. Duke; Sandra Pianalto; Eric S. Rosengren; Daniel K. Tarullo, Sarah Bloom Raskin, Kevin M. Warsh, Janet Ellen. A votare contro la decisione di politica monetaria e’ stato Thomas M. Hoenig, secondo cui i rischi di una nuova operazione di quantitative easing sono piu’ alti dei benefici eventuali che ne trarra’. L’esperto ritiene che continuare ad avere tassi sui fed funds fermi a livelli eccezionalmente bassi per un periodo prolungato non e’ piu’ consigliabile, perche’ aumentano il rischio che si verifichino futuri squilibri finanziari e, con il passare del tempo, potrebbero causare un aumento delle attese sull’inflazione a lungo termine che finirebbero per destabilizzare l’economia”.

Ed ecco il testo originale del documento che accompagna la decisione della Federal Reserve di confermare il tasso interbancario in un range di 0.0%-0.25%:

Release Date: November 3, 2010

For immediate release
Information received since the Federal Open Market Committee met in September confirms that the pace of recovery in output and employment continues to be slow. Household spending is increasing gradually, but remains constrained by high unemployment, modest income growth, lower housing wealth, and tight credit. Business spending on equipment and software is rising, though less rapidly than earlier in the year, while investment in nonresidential structures continues to be weak. Employers remain reluctant to add to payrolls. Housing starts continue to be depressed. Longer-term inflation expectations have remained stable, but measures of underlying inflation have trended lower in recent quarters.

Consistent with its statutory mandate, the Committee seeks to foster maximum employment and price stability. Currently, the unemployment rate is elevated, and measures of underlying inflation are somewhat low, relative to levels that the Committee judges to be consistent, over the longer run, with its dual mandate. Although the Committee anticipates a gradual return to higher levels of resource utilization in a context of price stability, progress toward its objectives has been disappointingly slow.

To promote a stronger pace of economic recovery and to help ensure that inflation, over time, is at levels consistent with its mandate, the Committee decided today to expand its holdings of securities. The Committee will maintain its existing policy of reinvesting principal payments from its securities holdings. In addition, the Committee intends to purchase a further $600 billion of longer-term Treasury securities by the end of the second quarter of 2011, a pace of about $75 billion per month. The Committee will regularly review the pace of its securities purchases and the overall size of the asset-purchase program in light of incoming information and will adjust the program as needed to best foster maximum employment and price stability.

The Committee will maintain the target range for the federal funds rate at 0 to 1/4 percent and continues to anticipate that economic conditions, including low rates of resource utilization, subdued inflation trends, and stable inflation expectations, are likely to warrant exceptionally low levels for the federal funds rate for an extended period.

The Committee will continue to monitor the economic outlook and financial developments and will employ its policy tools as necessary to support the economic recovery and to help ensure that inflation, over time, is at levels consistent with its mandate.

Voting for the FOMC monetary policy action were: Ben S. Bernanke, Chairman; William C. Dudley, Vice Chairman; James Bullard; Elizabeth A. Duke; Sandra Pianalto; Sarah Bloom Raskin; Eric S. Rosengren; Daniel K. Tarullo; Kevin M. Warsh; and Janet L. Yellen.

Voting against the policy was Thomas M. Hoenig. Mr. Hoenig believed the risks of additional securities purchases outweighed the benefits. Mr. Hoenig also was concerned that this continued high level of monetary accommodation increased the risks of future financial imbalances and, over time, would cause an increase in long-term inflation expectations that could destabilize the economy.