LA CRISI ECONOMICA POTREBBE FAVORIRE OBAMA

20 Agosto 2008, di Redazione Wall Street Italia

I prezzi della benzina negli Stati Uniti possono essere leggermente diminuiti, ma è difficile prevedere che prima delle elezioni presidenziali di novembre si attenuino tra gli elettori le preoccupazioni sul futuro dell’economia. E questo potrebbe pregiudicare le possibilità per i repubblicani di restare in corsa per la Casa Bianca.

I dati appena pubblicati, che mostrano un’impennata dell’inflazione e un rallentamento nelle costruzioni, con l’indice che misura l’avvio di nuovi cantieri al punto più basso da 17 anni, hanno alimentato i timori, e secondo gli analisti ci sono pochi dubbi che il susseguirsi di cattive notizie possa alimentare negli elettori una voglia di cambiamento. Secondo Michael Walden, economista della Carolina State University, questa situazione da’ al candidato democratico Barack Obama un grande vantaggio sul repubblicano John McCain.

“Fino a quando l’economia continuerà a peggiorare, Obama sarà favorito perchè gli elettori vedranno in lui l’uomo del cambiamento” dice Walden. Una crisi economica non è mai un vantaggio per i partiti in carica. Dopo sette anni di presidenza Bush, gli elettori sono scontenti dello stato dell’economia statunitense, e stanchi di prezzi alti, disoccupazione in aumento e crisi immobiliare e creditizia. “Gli elettori continuano a ripetere con forza che l’economia è il punto chiave di queste elezioni”, spiega Maurice Carroll, direttore dell’istituto di sondaggi della Quinnipiac University. Secondo un sondaggio Quinnipac su scala nazionale, per il 52% dei potenziali elettori il tema più importante è proprio quello economico, che supera di gran lunga la percentuale (16%) di chi è preoccupato soprattutto della guerra in Iraq.

Ma non è chiaro quale candidato venga percepito come il più adatto a gestire la situazione economica. I sondaggi mostrano risultati contrastanti. Il sondaggio Reuters/Zogby mostra come alla domanda su quale candidato sarebbe più adatto a gestire la politica economica del Paese, il 49% abbia indicato McCain e il 40% Obama. Il sondaggio Quinnipac invece riporta risultati opposti.

Che un’economia barcollante avrebbe costituito un punto di debolezza per McCain – un senatore dell’Arizona che è stato prigioniero in Vietnam e ha ammesso la sua scarsa esperienza in campo economico – era fatto atteso. Ma nell’ultimo mese McCain ha attaccato Obama sui rincari energetici, e i sondaggi hanno mostrato che una grande maggioranza degli elettori sostengono la sua richiesta di aumentare le trivellazioni in mare aperto per far fronte all’aumento del prezzo della benzina, vicino ai 4 dollari al gallone.Obama si è opposto a ulteriori trivellazioni, ma recentemente ha detto di essere favorevole a un limitato aumento dell’estrazione come parte di un programma energetico più ampio.

SCENARI FUTURI Secondo Brian Darling, analista alla conservatrice Heritage Foundation, la richiesta di un incremento della produzione di petrolio negli Usa sta facendo guadagnare voti a McCain. “Se guardiamo ai sondaggi, si vede come McCain rimanga fermo nelle sue posizioni anche in una congiuntura economica molto sfavorevole”, dice Darling. “Se McCain riesce a convincere gli elettori che terrà bassa la pressione fiscale e aumenterà la produzione domestica di greggio, questo potrebbe avere la meglio sulle critiche ai repubblicani per politiche economiche sbagliate”.

Darling ammette comunque che molto potrebbe dipendere dagli sviluppi economici da qui a novembre, quando anche gli elettori indecisi sceglieranno il proprio candidato. “Nuovi fallimenti bancari e un peggioramento della crisi immobliare potrebbero aiutare Obama. I repubblicani, a torto o a ragione, saranno criticati per ogni problema economico”. Mentre Obama, che sarebbe il primo presidente afroamericano negli Usa, ha conquistato alcuni elettori e opinionisti politici in patria e all’estero, analisti e sondaggisti sostengono che probabilmente le elezioni saranno molto combattute.

E mentre gli economisti discutono il contenuto dei programmi economici dei due candidati, l’elettore medio potrebbe decidere guardando al portafoglio e alle preoccupazioni economiche più che a qualsiasi tema specifico. “E’ una tendenza consolidata. Le persone capiscono che l’economia durante la presidenza Bush è stata debole, almeno nel suo secondo mandato, e questo sicuramente danneggia McCain in quanto candidato repubblicano e da’ a Obama un vantaggio significativo perchè lui può sostenere che non continuerà sulla strada di Bush”, dice Alexander Lamis, docente di scienze politiche alla Case Western University in Ohio.

Secondo Walden, una diminuzione dei prezzi della benzina potrebbe aiutare McCain se gli elettori ne trarranno un po’ di sollievo per il proprio budget familiare, e se saranno quindi meno desiderosi di quel cambiamento che Obama rappresenta. Ma, sempre secondo l’analista, sul fronte dell’occupazione le cose non potranno che peggiorare da qui a novembre. “Credo che i prezzi della benzina continueranno a scendere fino al giorno delle elezioni e anche oltre, e questo avrà un effetto psicologico positivo sugli elettori. Ma non avrà più peso delle criticità nel mercato del lavoro. Non credo assolutamente che l’elettore medio pensi che il peggio sia passato”. (Reuters)