La Corporate America sfida il Black Friday

26 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Dalla Barbie a 5 dollari al TV al plasma della Samsung, il Black Friday sarà una lotta all’ultimo colpo di sconto per le mega catene retail americane. Il Black Friday è infatti il giorno più importante dell’anno per il settore del commercio al dettaglio americano, dato che segue la festa del Ringraziamento in una giornata semi-festiva negli States. Qualcosa di simile alla festa dell’Immacolata in Italia, che cade l’8 dicembre, quando si da il via alla stagione più calda degli acquisti natalizi. E’ in questi momenti che si giocano le sorti del settore commercio, testando la maggiore o minore propensione al consumo delle famiglie. Ma la Chrystmas Season potrebbe anche rivelarsi un momento critico per il comparto retail, che dovrà porre rimedio alla difficile situazione economica del Paese, laddove non sono ancora arrivati gli stimoli offerti dall’Amministrazione Obama e dalla Federal Reserve. Cosa offrire alle famiglie che si trovano senza lavoro e con poche disponibilità? Ecco che lo sconto diventa una necessità, quasi che i saldi fossero stati anticipati prima del Natale. Sconti dal 30% al 70% caratterizzano l’offerta dei “big” del settore, da Wal-Mart a JC Penney. E c’è un’altro dato interessante. Negli ultimi cinque anni sono sempre di più i negozi aperti nel giorno del Ringraziamento. Secondo la National Retail Federation, lo scorso anno 18 milioni di persone hanno fatto acquisti nel giorno festivo e la popolazione degli acquirenti “last minute” è sempre più in crescita. Così, la strategia delle grandi catene al dettaglio è divenuta quella di giocare d’anticipo, aprendo i propri punti vendita anche in giorno festivo ed anticipando il test del Black Friday. Sempre la National Retail Federation stima che le spese natalizie quest’anno cresceranno del 2,3% a 447 miliardi di dollari, dopo il flop dello scorso anno, quando le vendite erano aumentate di un modestissimo 0,4%, ma ci si trovava in piena crisi economica. D’altro canto, la situazione oggi non è rosea come si pensava un anno fa, poiché milioni di persone sono ancora senza lavoro ed a causa di un’economia che non vanta tassi di crescita accettabili. E’ in questo clima che i mercati si preparano ad affrontare la sfida del Black Friday, con un po’ di fibrillazione ed un umore piuttosto lunatico. E sono in molti a sottolineare che, nella maggioranza dei casi, il mercato è portato a sovrastimare i risultati di questo esame, non esistendo una vera correlazione fra l’andamento del mercato e la performance tracciata il venerdì che segue il Thanksgiving. A questo punto non resta altro da dire se non “Pronti, partenza, via!”…. e che il mercato premi il miglior offerente…