“La Cina rimarrà senza soldi e a quel punto accadrà l’inevitabile”

5 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – La Cina rimarrà senza soldi e sarà costretta a far fluttuare liberamente lo yuan, abbandonando il peg con il dollaro. E’ la previsione di Albert Edwards, economista di Société Générale, noto per le sue visioni pessimistiche sui mercati. Tra le ultime, comunicate quest’anno, il crollo di Wall Street -75% e l’arrivo di un’altra forte recessione globale.

Ora, nella sua ultima nota, Edwards considera le condizioni in cui versa la Cina, e avverte che la disponibilità delle riserve in valuta estera dalla Banca centrale sta crollando. A suo avviso, dunque, l’adozione prima o poi di uno yuan soggetto alle oscillazioni del mercato è uno scenario “interamente plausibile e dunque probabile”.

Le riserve in valuta estera della Cina hanno raggiunto il massimo di $4 trilioni ($4.000 miliardi) nella metà del 2014, ma da allora il paese ha bruciato circa $800 miliardi di tale liquidità.

In questo prossimo fine settimana, Pechino renderà noti gli ultimi dati relativi alle riserve valutarie. A tal proposito, Barclays prevede un crollo record su base mensile, pari a $140 miliardi, che dovrebbe portare le riserve ad attestarsi a un valore appena inferiore a $3.200 miliardi.

In realtà la cifra di $3.200 miliardi non spaventa la maggior parte degli economisti. Ma Edwards vede le cose in maniera diversa:

“I nostri economisti stimano che, quando le riserve in valuta estera scenderanno fino a $2.800 miliardi – e nel caso della Cina mancherebbero solo pochi mesi -,  il loro valore sarà inferiore alla parte bassa del range raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale. E se ciò accadrà nei prossimi mesi, assisteremo a un’ondata di selling speculativo, che costringere la People’s Bank of China di far decidere al mercato il livello del tasso di cambio dello yuan.

Edwards fa notare che il calo dello yuan nel 2015 – con la valuta che si è deprezzata da 6,2 circa per dollaro a 6,55 – è stato estremamente collegato al continuo tonfo delle riserve straniere che la Cina detiene, come dimostra questo suo grafico.

Nel suo scenario base, Edwards commenta che le riserve valutarie della Cina potrebbero scendere al di sotto del livello raccomandato dall’Fmi entro l’inizio dell’estate, fattore che scatenerà panico e sell off sui mercati, in un contesto in cui sarà sempre più complicato per la People’s Bank of China riuscire a gestire un qualsiasi shock dei prezzi.

L’economista prevede così che, anche in assenza di una fase di debolezza dello yuan, il raggiungimento della soglia darà il via a forti speculazioni su un imminente svalutazione dello yuan, alimentando la pressione ribassista. La nota di Edwards si conclude con queste parole:

“Avvicinandosi e poi bucando al ribasso tale soglia (la raccomandazione sulle riserve da parte dell’Fmi) , la fuga di capitali accelererà il passo e renderà inevitabile” l’eliminazione del peg tra yuan e dollaro.