La Cina non regge più l’inflazione, i suoi piani spaventano il mondo

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Avvio contrastato per le borse europee, con gli investitori che preferiscono la cautela al rischio sia per la situazione dei debito dei periferici della Zona Euro sia per il persistere delle prospettive di una stretta monetaria in Cina.

Dublino continua a non chiedere l’accesso al fondo salva-Stati ribadendo che fino a tutto il primo semestre 2011 non ci sarà bisogno di rivolgersi ai mercati; la stessa cosa non si può dire delle banche dell’isola, che necessitano di fondi freschi per essere ricapitalizzate.

I ministri delle Finanze della Zona Euro si sono accordati per inviare una missione congiunta Ue-Fmi in Irlanda che potrebbe spianare la strada a un salvataggio per impedire che la crisi debitoria si propaghi anche ad altri paesi. Focus questa mattina sulle banche irlandesi dopo che Morgan Stanley ha tagliato il target price di Bank of Ireland a EUR0,65 da EUR1,03.

MACROECONOMIA

Giornata povera di indicazioni economiche dall’Europa. Da segnalare comunque il Pil spagnolo del terzo trimestre, atteso invariato su base congiunturale (dal precedente +0,2%) e in crescita dello 0,2% su basetendenziale (da -0,1%).

Numerosi invece i dati dagli Usa. Focus soprattutto sui prezzi al consumo di ottobre (atteso +0,3% su mese per il Cpi dal precedente +0,1% e +1,3% su anno da +1,1%), ma anche sulle licenze edilizie e avvio di nuovi cantieri, sempre in ottobre (stime rispettivamente a 570.000 e a 600.000).

In Cina, il premier cinese Wen Jiabao ha detto che il suo governo sta preparando misure per frenare il recente e rapido rialzo dei prezzi, soprattutto degli alimentari. La Cina inoltre, secondo quanto riporta la rivista cinese Caixin, potrebbe abbassare il suo target per nuovi prestiti domestici a circa 6-7.000 miliardi di yuan il prossimo anno, sotto quindi il pavimento di quest’anno di 7.500 miliardi di yuan.

CAMBI E COMMODITIES

Sul mercato dei cambi, l’euro galleggia nei pressi del minimo di sette settimane contro il dollaro, minacciando di peggiorare il calo del 5% visto finora in questo mese, dopo che nessuna soluzione immediata è stata presa per la crisi del debito dell’Irlanda.

Mentre i ministri delle Finanze della Zona Euro hanno deciso di gettare le basi per il salvataggio di settore bancario irlandese con il Fmi, Dublino non ha ancora deciso se richiedere l’aiuto. L’incertezza creata dai problemi della Zona Euro ha portato beneficio al dollaro, aggiungendo benzina al rally di ricoperture visto ieri quando il basket del dollaro contro le sei principali valute è salito ai massimi di sette settimane a 79,461. Stamane attorno alle 09:00l’Eur/Usd scambia a 1,3480, mentre lo yen quota a 112,50 sull’euro e a 83,40 sul dollaro.

Sul fronte delle commodities, il greggio passa di manosulle piazze asiatiche poco sopra gli USD 82,0 al barile, poco variato dalla seduta precedente sulle ipotesi che la Cina potrebbe varare ancora misure per raffreddare la sua economia, mentre un netto calo delle scorte petrolifere Usa ha impedito un calo maggiore dei prezzi. In lieve calo le quotazioni dell’oro questa mattina in zona USD1.330,0 per oncia.

OBBLIGAZIONI E MONETARIO

I titoli di stato tedeschi hanno aperto in rialzo stamane dopo che nessuna immediata decisione è stata presa per risolverela crisi di debito dell’Irlanda dall’Eurogruppo ieri. Il netto rialzo dei Treasuriues Usa ieri dopo la chiusura del mercatoeuropeo ha inoltre portato sostegno ai bund stamane.

Né Irlanda né Portogallo hanno fatto richiesta dell’attivazione del meccanismo di stabilità finanziaria dell’Ue, ma i membri della Zona Euro hanno detto di essere pronti a fornire tale sostegno e stanno preparando il terreno anche per venireincontro alle difficoltà del settore bancario irlandese.

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