Società

LA BORSA TEME CRISI PROLUNGATA
E NUOVE ELEZIONI

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(WSI) –
Proprio ora che l’economia italiana è lanciata verso una nuova fase di forte crescita, arriva la notizia delle dimissioni di Prodi dopo la sconfitta del governo al Senato. Una tegola sulla stabilità politica del Paese, ma che gli analisti e il mercato tendono a leggere, per ora, senza grosse apprensioni.

Le agenzie di rating Standard&Poor’s e Moody’s hanno confermato i loro giudizi e il loro outlook, anche se dicono che continueranno a monitorare la situazione. Piazza Affari sta salendo di oltre mezzo punto percentuale, in linea con le altre Borse europee. Marginali tensioni si registrano solo sul mercati dei titoli di Stato, dove il differenziale tra i titoli italiani e tedeschi si è un allargato.

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“La Finanziaria per il 2007 è già stata approvata e il percorso di risanamento dei conti pubblici per quest’anno è garantito”, afferma Matteo Radaelli, economista per Rasbank, che non vede quindi un imminente pericolo per le riforme economiche avviate dal governo Prodi. ” Se la crisi si chiuderà in tempi brevi, difficilmente ci saranno impatti sull’economia, che continuerà a beneficiare – aggiunge – del periodo di congiuntura favorevole”. Per contro, come spiega l’economista per Ubm, Marco Valli, il peggiore rischio “è un prolungato periodo di incertezza poltiica, che potrebbe minacciare il processo di riforme e annacquare i buoni risultati preliminari ottenuti con le liberalizzazioni e la lotta all’evasione”.

Ma si guarda anche al tipo di soluzione che verrà adottata, e gli scenari non sono del tutto negativi, come spiegano gli analisti di Morgan Stanley. Il Presidente Napolitano può dare a Prodi un nuovo mandato sulle aspettative che la coalizione di governo saprà trovare nuova coesione dopo l'”incidente” di mercoledì al Senato. In alternativa può indicare un nuovo Primo Ministro in grado di garantirsi una maggioranza più sostenuta. Oppure, può sciogliere le Camere e portare gli italiani verso nuove elezioni.

E’ proprio quest’ultimo lo scenario che più spaventa i mercati. L’idea di una nuova campagna elettorale non piace proprio, vista anche la durezza con cui è stata giocata la precedente. Come non piace l’idea che al governo possa arrivare una ‘Grande Coalizione’ sulla falsariga di quanto accaduto in Germania, una sorta di ‘papocchio’ che potrebbe avere effetti paralizzanti sulle importanti decisioni economiche di cui il Paese ha bisogno, dicono alcuni operatori. Anche perchè, si sottolinea in questo caso, le divergenze del governo Prodi erano sulla politica estera, mentre sulla politica interna, che è poi ciò che interessa più da vicino la gente, la convergenza c’era. Al contrario, una coalizione forzata tra destra e sinistra finirebbe per creare un governo spaccato anche sulla politica interna.

Al contrario, piace l’idea di “un veloce rimpasto, che porti alla nascita di un nuovo governo in cui – dicono gli esperti di Morgan Stanley – gli estremisti di sinistra siano sostituiti da centristi più moderati in modo da dare all’esecutivo una maggiore stabilità politica”. L’importante, sottolineano altri operatori, è dare un segnale di continuità con il precedente governo per quanto riguarda le riforme e il rigore nel risanamento dei conti, così come ci chiedono le istituzioni europee e economiche.

Finora, comunque, a risentire maggiormente della situazione politica di incertezza è stato il mercato obbligazionario, dove è in aumento il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il Bund tedesco di eguale scadenza. Il differenziale, che proprio qualche settimana fa era sceso fin sotto i 20 basis points, ieri è risalito sopra i 24 punti base, per ridiscendente oggi attorno a 23,80 basis point dopo i dati migliori delle attese circa la fiducia degli imprenditori italiani in febbraio. Ricordiamo che il differenziale Btp-Bund decennale era via via salito fino a un massimo di 35 punti base proprio lo scorso aprile, in coincidenza con l’agguerrita campagna elettorale, per poi iniziare una costante discesa dopo la vittoria di Prodi alle politiche.

“Confermiamo la nostra visione di ulteriore allargamento dello spread tra Btp e Bund, con il nostro target che resta a 26 punti base”, dicono dal team di ricerca sul mercato fisso di Morgan Stanley. “Ma se la crisi politica dovesse prolungarsi per diverse settimane – aggiungono – lo spread potrebbe di nuovo avvicinarsi al massimo di 30-34 punti base visto poco prima delle elezioni”.

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