La Bce non accettera’ piu’ il debito greco come garanzia

28 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La Bce ha deciso che non accettera’ piu’ debito ellenico come garanzia. La decisione dello stop, temporaneo, arriva dopo che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato il debito greco a default selettivo.

Nel dettaglio significa che il debito non verra’ usato come collaterale nelle operazioni di politica monetaria dell’Eurozona. Il vero problema e’ che non ci sono varianti alternative pronte. Nessun’altra misura di emergenza e’ in atto.

La decisione tiene conto del rating della Repubblica Ellenica dopo il lancio (venerdi’) dell’offerta di cancellazione del debito che prevede il coinvolgimento del settore privato.

Allo stesso tempo, il consiglio direttivo di Francoforte ha deciso che il bisogno di liquidita’ delle controparti dell’area euro potra’ essere soddisfatto dalle banche centrali nazionali, in linea con quanto stabilito dagli accordi stretti in materia di assistenza nei casi di emergenza di liquidita’.

Gli strumenti del debito emessi o garantiti nella loro totalita’ da Atene – si legge nel comunicato della Bce – “diventeranno eleggibili previa attivazione dello schema collateralem cosi’ come accordato dai capi di stato dei governi dell’area euro il 21 luglio dell’anno scorso”.

L’intesa e’ stata implementata il 26 ottobre dello stesso anno, insieme a un’altra serie di misure volte ad aiutare la Grecia nell’ambito del suo programma. Le nuove disposizioni diventeranno effettive da meta’ marzo.

L’agenzia di rating Standard and Poor’s ha abbassato nella notte il rating della Grecia, portandolo a ‘SD’, ovvero una valutazione di parziale default. Il giudizio dell’agenzia americana e’ legato al fatto che sono venute meno le garanzie di pagamento su alcune obbligazioni su parte del debito pubblico nell’operazione di cancellazione lanciata venerdi’.

Si e’ così deciso, momentaneamente, di abbassare la valutazione a ‘SD’ (default selettivo), penultimo scalino della scala di rating prima del default.

Il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker ha “preso atto” della decisione di S&P, sottolineando di “aspettarsi una forte partecipazione” dei creditori privati all’operazione di cancellazione del debito pubblico, lanciata venerdi’.

“Questa o decisioni analoghe da parte di agenzie di rating sono state debitamente previste e prese in considerazione nella pianificazione dell’operazione Psi (coinvolgimento del settore privato)”, ha spiegato in una nota Juncker.

Intanto l’altra nazione guardata a vista dell’area euro, il Portogallo aspetta con trepidazione l’approvazione della prossima tranche di aiuti da €78 miliardi.