La Bce ha le mani legate. Tutta colpa dei Piigs

30 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata caratterizzata da una continuazione delle tensioni, malgrado l’annuncio di domenica sera del piano irlandese. A condizionare i mercati è stato principalmente il timore che le clausole di azione collettiva possano interessare anche il debito esistente al 2013, oltre alle nuove emissioni. Inoltre sono emerse tra gli operatori alcuni dubbi sul funzionamento del fondo EFSF.

Durante la riunione di domenica non è stata infatti discussa l’ipotesi paventata precedentemente anche da Weber di aumentare la potenziale dotazione del fondo, al fine di rassicurare i mercati sulla capacità di far fronte a crisi più ampie come quella spagnola. Inoltre non è ancora ben chiaro quando l’EFSF inizierà ad emettere bond.

Secondo un articolo di Wsj le emissioni potrebbero iniziare a fine gennaio. In questo contesto si è registrato un forte allargamento degli spread dei paesi periferici che hanno segnato in diversi casi nuovi massimi dall’introduzione dell’euro. I timori di perdite future maggiori ha portato i detentori di titoli di stato non solo a vendere titoli periferici ma anche core come la Germania.

Il nervosismo degli operatori non ha però ridotto la domanda di titoli italiani durante l’asta di ieri, anche se i rendimenti sono stati sensibilmente superiori alle aste precedenti. Le tensioni di questi giorni potrebbero mettere a dura prova le decisione della Bce di giovedì.

Ricordiamo che Trichet nella riunione precedente ha dichiarato che il 2 dicembre il board avrebbe annunciato le modalità di esecuzione delle operazioni di finanziamento del primo trimestre, con possibile eliminazione di alcune misure non convenzionali, come per esempio il full allotment per le operazioni a tre mesi dopo che per queste operazioni è stato già eliminato il tasso fisso.

Sembra invece poco probabile che venga annunciato l’interruzione del programma di acquisto di bond. A tale proposito oggi la Bce drenerà 67 Mld€ dopo che la scorsa settimana ha acquistato bond governativi per 1,34 Mld€. In tale contesto la curva dei tassi sia swap sia governativi continuano a registrare un marcato incremento della pendenza di curva determinato principalmente dal rialzo dei tassi a lungo termine.

Ieri la Commissione europea ha rilasciato le nuove stime di crescita e deficit/Pil che vedono una crescita graduale per l’area Euro che resterà sotto il 2% fino al 2012. Ancora una volta sarà la Germania a guidare la crescita dell’area (3,7% nel 2010 e 2,2% nel 2011). La Commissione ammonisce però l’Italia, in quanto ritiene che con le attuali misure di risanamento non riuscirà a raggiungere gli obiettivi di deficit del 3% nel periodo di tempo stabilito.

Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia delle turbolenze derivanti soprattutto dalla crisi in area Euro. Ieri Obama ha proposto il congelamento dei salari dei dipendenti pubblici per due anni, un’operazione che comporterebbe un risparmio relativamente contenuto di 5Mld$.

Valute: dollaro in marcato apprezzamento vs euro rompendo questa mattina l’importante supporto tecnico a quota 1,3130 in corrispondenza del quale è situata la media mobile semplice a 200 giorni. I dati CFTC sugli operatori speculativi allo scorso martedì segnalano un posizionamento a favore dell’apprezzamento del dollaro vs euro, per la prima volta dalla metà dello scorso settembre. La rottura del livello di 1,3080 in chiusura propone come supporto più importante l’area 1,28.

Euro in deprezzamento anche vs yen, con il cross calato sui minimi da metà settembre. Il cross ha da poco rotto al ribasso l’area di supporto collocata a 110-109,60. La successiva si colloca a 108.90. Verso dollaro il cross resta in prossimità di 84. Il supporto odierno si colloca a 83,60. Yuan cinese in deprezzamento vs dollaro sui minimi da 3 settimane. Secondo un quotidiano cinese che ha citato un economista dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, la Cina necessiterebbe di un aumento dei tassi di riferimento di 200pb.

Materie Prime: giornata positiva per il greggio Wti (+2,4%) salito ai massimi da 2 settimane su segnali di aumento dei consumi negli Usa durante il week end del Thanksgiving. In forte calo il gas naturale (-4,3%) su abbondanza di scorte. Negativi i metalli industriali guidati dal piombo (-4,1%). Positivi invece i preziosi guidati dall’argento (+1,7%). Tra gli agricoli forte rialzo del cotone (+5,6%).

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