LA BCE CONTINUA A INIETTARE LIQUIDITA’

25 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno continuato a scendere con il tasso decennale che si è portato sotto il 4,20% e lo spread 2-10 anni in rialzo oltre i 40 pb. Restano alte le tensioni sul monetario con l’Euribor tre mesi ancora sopra il 5%, mentre si restringe lo spread sul decennale Italia-Germania, sotto i 70 pb.

Sul fronte macro, le tensioni degli ultimi giorni hanno ridotto la fiducia delle imprese tedesche, con l’indice Ifo sceso al di sotto delle attese e con la componente prospettica ai minimi dal ’93. Analogamente la fiducia delle imprese francesi è scesa ai minimi da luglio 2003. I dati portano quindi a pensare ad un terzo trimestre ancora molto debole per l’economia dell’area ed in particolare per la Germania che potrebbe registrare un altro trimestre negativo.

Intanto Almunia, commissario Ue agli affari economici e monetari, ha annunciato che la situazione europea è diversa da quella Usa e che quindi non c’è bisogno di un piano anti-crisi. La Bce continua ad iniettare liquidità. In mattinata ha offerto rifinanziamento fino a 40 Mld$ ad un giorno. Sul decennale il supporto si colloca a 4,10%.

Negli Usa tassi di mercato decennali fermi intorno al 3,80%. Bernanke di fronte alla Commissione Economica congiunta ha evidenziato come la crisi dei mercati finanziari potrebbe impattare fortemente sull’economia Usa, aggiungendo che il pil nel secondo trimestre crescerà “fortemente” sotto il potenziale, mentre potrebbe migliorare con la normalizzazione dei mercati. Il capo della Fed ha ribadito la necessità del piano di salvataggio per sostenere il sistema finanziario ed evitare pesanti ripercussioni sulla crescita.

Bernanke ha aggiunto che malgrado i dati evidenzino una certa stabilizzazione delle vendite di case, i costruttori hanno ampie scorte di case invendute. Incerto l’outlook sui prezzi al consumo che potrebbero scendere nel 2008 e 2009, ma tutto dipenderà dall’andamento del prezzo del greggio. Toni analoghi sono stati quelli utilizzati da Bush che ha palesato il rischio di recessione.

Nel frattempo non si arrestano le tensioni sul comparto finanziario, in particolare con riferimento a Washington Mutual (prima cassa di risparmio Usa con depositi per circa 140Mld$) che ha chiuso in calo del 29%. S&P ha proceduto ieri a ridurne il rating a CCC sul timore che la vendita della banca possa contemplare solo alcune parti della stessa.

Negli ultimi giorni diversi potenziali compratori (tra cui Santander e JPMorgan) hanno ritirato il loro interesse ed al momento l’eventuale acquisto appare possibile solo da parte di fondi di private equity, secondo quanto riportato dal Wsj. La crisi sta coinvolgendo anche l’andamento della campagna elettorale con l’invito da parte di McCain di procedere ad una temporanea sospensione in vista del’approvazione del piano da parte del Congresso, invito che però Obama ha rifiutato. Il nervosismo tra gli operatori sull’esito della discussione del piano al congresso può ancora interessare i prossimi giorni. Nel frattempo il tasso decennale potrebbe continuare a stazionare nel range 3,60-3,80%.

Valute: Dollaro in deprezzamento questa mattina vs. Euro, sulla scia sempre dei timori collegati ai tempi di approvazione del piano presentato da Paulson in accordo con Bernanke. Gli operatori di fondo stanno prezzando attraverso il cross anche il rischio di un potenziale deterioramento dei conti pubblici Usa a causa dell’elevata onerosità del piano di salvataggio stesso, tenendo in conto i costi che già il Tesoro si è accollato dopo il piano di salvataggio delle agenzie sui mutui e probabilmente di quelli che dovrà ulteriormente accollarsi per sostenere direttamente i consumi. Ne emerge pertanto un peggioramento della percezione della qualità del debito Usa.

Non a caso l’aumento del costo della protezione sui T-note Usa decennali (passato da 18 a 29pb nel giro di poche settimane a fronte di una sostanziale invarianza nel caso dei Bund tedeschi) si è verificato in modo quasi parallelo rispetto alla ripresa del deprezzamento del Dollaro. Per oggi la resistenza si colloca a 1,4866. Yen sostanzialmente stabile in linea con l’andamento dei mercati azionari che hanno evidenziato perdite contenute negli Usa in attesa di notizie sul fronte approvazione del piano Usa.

Materie Prime: in forte aumento lo zucchero (+2,62%) dietro la speculazione di un aumento della domanda brasiliana per la produzione di etanolo. In rialzo anche i prezzi dei preziosi ed in particolare l’argento cresciuto del 2,01%. In lieve calo il prezzo del greggio malgrado i dati sulle scorte siano risultati peggiore delle attese. La peggiore performance dell’indice GSCI è stata registrata dal gas naturale (-3,18%) ed il grano (-2,70%).

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