L’uomo “maschio” è in via di estinzione. Ecco perchè. L’ultima teoria cospirazionista

20 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La donna perfetta è una s*****a, come recita l’ultimo libro boom “La femme perfaite est une connasse!” (J’ai Lu, 2013) delle sorelle (gemelle) Anne-Sophie e Marie-Aldine Girard?

Se in Francia circola questo motto, negli Stati Uniti si parla sempre più di crisi dell’uomo. Dell’uomo “maschio”, per intenderci.

Un articolo che sta facendo parlare di sé negli Usa porta la fima di Paul Joseph Watson, giornalista del noto sito di teorie cospirazioniste Infowars, che affronta diversi temi di politica, economia e società puntando sempre il dito contro le elite che manipolano il mondo e i singoli individui.

L’articolo è intitolato The War On Men: 10 Ways Masculinity is Under Attack, ovvero i dieci modi con cui la “mascolinità è sotto attacco”.

Secondo l’autore, la guerra contro gli uomini non è stata lanciata dalle donne, ma dagli stessi governi. “L’attacco arriva direttamente dall’alto, con l’establishment che sta cercando disperatamente di sradicare la mascolinità dell’uomo, allo scopo di costringere le donne a diventare più dipendenti dallo stato, dunque per conferire maggior potere ai governi, rendendoli sempre più centralizzati”.

Teoria che non tutti condivideranno, soprattutto chi si oppone alle teorie cospirazioniste, ma che sono interessanti da valutare.

Tra i modi attraverso cui secondo il giornalista la mascolinità dell’uomo sarebbe sotto attacco direttamente dagli stati, ci sarebbe il “marxismo culturale”, secondo cui “l’oppressione emerge da culture e società di carattere patriarcale, non dallo stato”.

I “governi amano “il marxismo culturale perchè li assolve da ogni forma di colpa”.

Altro motivo è “la discriminazione degli uomini da parte del sistema legale”, che si concretizza con il mettere gli uomini in posizione disperata in caso di affidamento di figli e di divorzio, costringendoli a pagare alimenti anche se le donne sono capaci di lavorare.

In particolare, si fa riferimento al fatto che gli uomini ricevono la custodia dei loro figli, in Usa, soltanto nel 10% dei casi di divorzio.

Si parla poi di “abusi domestici contro gli uomini”: mentre “le donne beneficiano di diverse reti di protezione contro gli abusi domestici, gli uomini non ne hanno praticamente nessuna, nonostante il fatto che gli abusi domestici che hanno per oggetto gli uomini siano in continua crescita. Nel Regno Unito, per esempio, gli uomini sono vittime di abusi nel 44% dei casi. E il punto, secondo Watson, è che di questo problema non se ne parla.

Per le donne e femministe che potranno gridare allo scandalo nel leggere questo articolo, il giornalista cita la recente dichiarazione della femminista dissidente Camille Paglia, che ha scritto un articolo sul Wall Street Journal, in cui denuncia che “quello a cui stiamo assistendo è una civiltà che sta commettendo un suicidio”.

Paglia si riferisce al fenomeno dell’emancipazione dai valori della mascolinità da parte dell’establishment, che minaccia di destabilizzare la società, dal momento che sono sempre di meno gli uomini che sono adatti tradizionalmente a ricoprire ruoli “mascolini” nel mercato del lavoro. Paglia denuncia che non esiste più, per i giovani uomini, “un modello maschile” a cui ispirarsi”.

In più, mentre in precedenza -50 anni fa circa – nei film di Hollywood e nelle serie televisive, venivano proposti modelli positivi di uomini a cui ispirarsi, oggi l’industria di intrattenimento dipinge gli uomini o come imbranati (come nel caso di Homer Simpson o Everybody Loves Raymond) o come assassini e predatori sessuali.

Visto poi che la pubblicità ha come obiettivo soprattutto le donne, gli uomini che appaiono negli spot vengono presentati con sguardi vacui, senza personalità, e alla fine come veri e propri pupazzi.

La teoria cospirazionista va oltre e parla di “guerra chimica per femminizzare gli uomini”, bloccando il testosterone attraverso la presenza di agenti che vengono inalati dai bambini fin da quando si trovano nel ventre materno.