L’ultima idiozia (spendisoldi) della Lega: un esercito per ogni Regione

4 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

MILANO – Sfumato il sogno delle guardie padane arriva l’idea dell’esercito per ogni regione. E’ questo l’obiettivo che si propone di raggiungere la Lega se venisse approvata la proposta di legge presentata alla Camera che prevede di costituire degli eserciti regionali, sul modello della Guardia nazionale americana, che siano pronti a intervenire in caso di calamità naturali, di gravi attentati, di incidenti alle infrastrutture o ai siti produttivi e per mantenere l’ordine pubblico qualora il consiglio dei ministri o i governatori regionali lo deliberino.

LE MILIZIE – Il provvedimento, che porta la firma di tutti i componenti del gruppo del Carroccio (ad eccezione del capogruppo Marco Reguzzoni) prevede che le «milizie» siano composte, tra l’altro, da cittadini italiani volontari cessati dal servizio senza demerito con età inferiore ai 40 anni. Il reclutamento, secondo la Pdl della Lega, avverrebbe su base regionale e «stante il carattere di milizia che si vorrebbe attribuire al corpo, è previsto che i battaglioni abbiano prevalentemente il carattere di strutture-quadro espandibili attraverso la mobilitazione». I volontari dovrebbero prestare servizio un mese all’anno e sarebbero risarciti con una retribuzione dei parigrado dell’esercito.

LA RUSSA – Bocciata dal ministro La Russa l’idea degli eserciti regionalizzati: «In ogni paese, anche il più federalista del mondo, l’esercito non viene mai regionalizzato o parcellizzato. È una delle caratteristiche dello stato unitario, ma anche dei Paesi federali», ha detto il ministro della Difesa. «Non conosciamo la proposta di legge – ha affermato La Russa – non so esattamente chi l’ha presentata e mi riservo di valutarla quando torno in Italia».

IDV E PD – «Gli eserciti regionali sono l’ultima follia leghista, l’evoluzione delle ronde padane, l’eterna tentazione del Carroccio di creare uno stato nello Stato» afferma il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. Stesso allarme rosso da parte del Pd: «Gli esponenti della Lega non paghi di aver diffuso nel Paese un senso di divisione e di distanza tra i territori che sta portando a pericolosi estremismi, non paghi di aver fatto da untori di egoismi e razzismi di ogni sorta, non paghi di aver confuso il federalismo con il separatismo, ora propongono gli eserciti regionali? Per mantenere l’ordine pubblico, per intervenire in caso di calamità naturali o di gravi attentati o di incidenti alle infrastrutture abbiamo le forze dell’ordine, abbiamo i vigili del fuoco, la protezione civile? Ma La Russa lo sa? E che ne pensa? Se non è l’ennesima boutade o un’ultima trovata pre-elettorale di un partito in difficoltà nel governo dell’ immigrazione, l’allarme è davvero alto» spiega Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati Pd.

BURLANDO – «È una proposta senza senso, che segnala il fallimento della politica della Lega sui temi dell’ordine pubblico, è l’ennesima trovata». Così il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, definisce la proposta della Lega. «Emergenze come quella attuale dei profughi nordafricani – spiega Burlando – in Europa si sono avute in passato, con le guerre nei Balcani, nel Kosovo, in Albania. Ma non sono state affrontate così come fa il governo italiano». «Per esempio, noi abbiamo detto che faremo la nostra parte nell’accoglienza dei profughi. Abbiamo dichiarato: ci prenderemo quelli che ci date. Non ci hanno indicato neanche un nome. Andiamo a Roma, spendiamo pure dei soldi, e poi non si fa nulla. Il fatto è che, per l’ennesima volta, la destra gioca sulla contrapposizione interna, in termini propagandistici, senza affrontare il problema. Non c’è la minima coerenza -prosegue Burlando- a Mineo e a Manduria definiscono i profughi clandestini e li mettono nei Cie, a Ventimiglia no, nella speranza che siano i francesi a risolvere il problema. Non ci si comporta così».