L’Ue studia strade per migliorare occupazione nell’Area unica

19 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri si è registrato un calo dei listini azionari e dei tassi governativi tedeschi. Gli spread sono risultati poco variati con quello italiano portatosi a 376 pb da 372 pb. Questa mattina gli spread sono stabili.

Il governo italiano ha approvato il Documento di Economia e Finanza che sarà inviato alla Commissione europea in linea con quanto previsto al nuovo semestre europeo, in cui sono riportate le nuove stime di crescita. Nel 2012 il Pil è atteso scendere dell’1,2%, mentre nel 2013 dovrebbe salire allo 0,5%. Allo stesso tempo per quest’anno il deficit/Pil dovrebbe scendere all’1,7% e raggiungere lo 0,5% nel 2013 fino allo zero nel 2015. Il rapporto debito/Pil (al netto dei sostegni a Grecia, Irlanda e Portogallo, dovrebbe passare dal 120,3% nel 2012 al 110,8% nel 2015.

La Commissione europea ieri ha presentato un documento con nuove proposte sul miglioramento dell’occupazione nell’Ue. Le proposte identificano il campo di applicazione nell’economia verde, servizi sanitari e telecomunicazioni.

Allo stesso tempo il commissario agli Affari economici e monetari Rehn ha annunciato l’emissione di nuove obbligazioni europee (project bonds) che andrebbero a finanziare specifici progetti infrastrutturali. Durante un dibattito al Parlamento europeo, Rehn ha affermato che i primi project bonds saranno attuati già in estate ed andranno a finanziare i settori dell’energia, trasporti e telecomunicazioni.

In Irlanda, in cui il 31 maggio si terrà il referendum sul fiscal compact, secondo un sondaggio commissionato da Irish Time, il 58% degli elettori è favorevole al nuovo patto di bilancio.

Ieri la Boe ha pubblicato le minute relative all’ultima riunione in cui si è evidenziato un atteggiamento più cauto riguardo alla possibilità di un ampliamento del piano del quantative easing già a partire da maggio a causa di una visione più cauta riguardo alla possibilità che l’inflazione possa riportarsi nel corso dell’anno verso il target del 2%.

Oggi sono molto attese le aste della Spagna che offrirà titoli a medio lungo termine fino a 2,5Mld€, mentre in Francia sono attesi il nuovo titolo indicizzato all’inflazione ed il nuovo due anni, oltre a due riaperture di titoli 2015 e 2017 per un massimo di 11 Mld€.

Ricordiamo che oggi inizia la riunione dei ministri finanziari del G20 che dovrebbe concludersi domani.

Negli Usa tassi di mercato governativi in lieve calo soprattutto nella parte a lunga della curva, con il tasso decennale che continua a mantenersi al di sotto della soglia del 2%.

Negativi invece i listini azionari guidati al ribasso dai settori tecnologico e finanziario, penalizzati dall’andamento deludente delle recenti trimestrali.

Sul fronte emergenti, da segnalare il sesto taglio consecutivo dei tassi da parte della banca centrale brasiliana. Il Selic rate è stato infatti ridotto di 75 pb al 9%, tasso minimo da due anni, allo scopo di stimolare la crescita alla luce del forte rallentamento dell’economia registrato nella parte finale del 2011 e che sembrerebbe proseguire anche nei primi del 2012.

Valute: la moneta unica continua a consolidare in area 1,31 vs euro. Nella sessione di ieri abbiamo assistito ad un apprezzamento per il dollaro nella prima parte della sessione e ad un deprezzamento nella seconda. Questa mattina, cross relativamente stabile in attesa di spunti dalle aste spagnole e dagli Usa nel pomeriggio. Confermiamo i livelli di supporto e resistenza a 1,305 e 1,315.

Lo yen si è deprezzato verso tutte le principali valute grazie alla dichiarazione del governatore BoJ Shirakawa che si è impegnato a continuare nella politica monetaria accomodante. Verso euro la resistenza più vicina si colloca a 107,10, seguita da 107,50. Verso dollaro lo yen trova la resistenza presso 82, il supporto a 81,20.

Yuan cinese stabile vs dollaro.

Segnaliamo anche l’apprezzamento della sterlina vs euro, con il cross ai minimi dal settembre 2010 dopo le minute della Boe. Il supporto rilevante si colloca presso area 0,81-0,8120.

Materie Prime: prosegue il calo delle materie prime con l’indice GSCI ER sceso ai minimi da inizio febbraio. Ieri si è assistito ad un calo più marcato del Wti (-1,5%) rispetto al Brent (-0,7%), con il petrolio Usa penalizzato dal rialzo superiore alle attese delle scorte Usa. Giornata negativa per i metalli industriali e preziosi. In calo anche la maggior parte delle materie prime agricole. Questa mattina l’oro si attesta presso i 1640$/oncia, il Brent poco sopra i 118$/barile

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