L’S&P 500 fa rotta verso quota 1.300

26 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street termina la seduta in rialzo ma lontana dai massimi intraday che avevano visto il Dow sopra quota 12.000 per la prima volta dal 25 giugno 2008.

Il Dow ha chiuso a quota 11.985,44, in rialzo dello 0,07% (+8,25 punti). Su dello 0,74% (+ 20,25 punti) il Nasdaq, a 2.739,50. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,42% a 1.296,63 (+5,45 punti).

Strategist e trader non sono stati sorpresi dal braccio di politica monetaria della Fed che, nella prima riunione del nuovo anno e la prima con un cambio dei membri votanti, ha lasciato tassi e allentamento monetario invariati. Resta pero’ la disponibilita’ della banca centrale a intervenire se necessario con i mezzi a sua disposizione per sostenere l’economia e centrare gli obiettivi del suo mandato in merito a massima occupazione e stabilita’ dei prezzi.

Gli analisti restano focalizzati sui livelli tecnici. “Molti non si buttano a investire solo perche’ il Dow ha raggiunto la soglia di 12.000. Anzi, spero che molti investitori individuali non stiano prendendo posizione su questi livelli”, ha spiegato a Cnbc Beth Larson di Evermay Wealth Management.

E’ l’S&P 500, piu’ del Dow, a muoversi verso livelli importanti, dicono gli analisti: il benchmark di Wall Street punta a quota 1.300, valore che non vede dal settembre 2008.

Gli operatori hanno fatto i conti con il discorso di Obama sullo Stato dell’Unione di ieri sera, il secondo nel corso della sua presidenza. Piace la proposta per un taglio alle tasse aziendali e per un aumento degli investimenti in educazione, innovazione e infrastrutture ma sembra che al mercato, inizialmente entusiasta, tutto cio’ non basti. Anzi. L’inquilino della Casa Bianca non ha mai citato le parole “Wall Street” contro le 5 volte del discorso dell’anno scorso. Ecco perche’ la comunita’ finanziaria dice che, per essa, non si tratta affatto di un “momento Sputnik”, come detto da Obama riferendosi a ricerca e innovazione (“Due anni fa dissi che dovevamo raggiungere un livello di ricerca e sviluppo che non conoscevamo dalla Corsa allo spazio”). Tobias Levkovich, capo strategis di Citigroup, crede che “serva un’azione di lungo termine per una riduzione del deficit credibile, in modo da convincere la comunita’ finanziaria che un mercato toro possa evolversi”. Lo ha spiegato alla Cnbc.

Non sono mancate le buone notizie dal fronte macro, anche se vanno comunque prese con le pinze. Le vendite di case nuove a dicembre hanno visto i massimi da otto mesi mentre i prezzi sono risultati i piu’ alti dall’aprile 2008. Il bilancio 2010 e’ pero’ il peggiore da 47 anni: il numero di compravendite e’ stato di 321.000 unita’, -14,4% dalle 375.000 dell’anno prima.

In Europa i listini hanno chiuso tutti in positivo grazie a una serie di aste di successo, a cominciare da Spagna e Italia. Bene i settori auto e telecom. Il Dax ha rivisto i massimi del giugno 2008. A Piazza Affari c’e’ anche chi parla di un target del Ftse Mib a 23.000-23.100, raggiungibile entro la fine di febbraio. Mentre per Fiat Industrial girano voci su un emissione di bond da 2,2 miliardi.

Sugli altri mercati, sul fronte valutario l’euro ha terminato la seduta in rialzo dello 0,10% a $1,3695. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale e’ al 3,4280% dal 3,319% di ieri. Nel comparto energetico i futures sul petrolio con scadenza marzo, hanno visto un +1,3% a $87.33. I contratti con scadenza febbraio dell’oro hanno archiviato invariati la giornata a $1330 l’oncia.