L’Italia vuole un nuovo Pil

28 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI)- Il mondo degli economisti, la Statistica, da alcuni anni sono alla ricerca di una nuova formula che vada ad affiancarsi alla misura dello sviluppo economico affidata al Pil.

La caccia agli indicatori che possano fotografare il grado di crescita o arretramento a livello sociale di una nazione, è finita: entro il 2011, infatti, l’Istat misurerà il benessere del Paese, mettendo a confronto degli indicatori che saranno individuati da un tavolo istituito al Cnel.

Il contenitore che produrrà un nuovo dato comparabile con altri Stati, darà la precedenza alla misura del benessere economico delle persone, invece che concentrarsi soltanto sulla “produzione” e quindi sul Pil.

In linea di massima lo stato di salute di un Paese sarà il risultato dello stato psicofisico delle persone che vi risiedono, del loro grado di istruzione e della conoscenza, del mondo del lavoro, del benessere, dell’ambiente, dei rapporti interpersonali e della partecipazione alla vita della società.

Accanto a questi indicatori saranno inserite altre valutazioni, come il senso di insicurezza dei cittadini, l’equità, la sostenibilità, intesa non solo come fenomeno ambientale, ma estendendo lo sguardo a elementi di tipo economico e sociale.

Lo sviluppo di questa alternativa al calcolo del Prodotto interno lordo passa per una prima fase della durata di sei mesi durante la quale si procederà allo svolgimento di una consultazione pubblica online aperta agli esperti, alla società civile ed ai singoli cittadini per raccogliere i loro contributi sull’importanza delle dimensioni del benessere maggiormente rilevanti per la società italiana.

Nella seconda fase del progetto l’Istat proporrà ad un “Gruppo di indirizzo” i possibili indicatori da adottare per misurare i diversi aspetti del benessere equo e sostenibile. Il passaggio finale è previsto per il giugno del 2012 con l’uscita del Rapporto Cnel-Istat sulla misura del progresso della società italiana.

Questa iniziativa inserisce l’Italia accanto a Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Irlanda, Messico, Svizzera, Olanda, Paesi che hanno deciso di misurare il benessere della società attraverso un insieme selezionato di indicatori di qualità.

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