‘L’ITALIA VA VERSO LA PARALISI’, DICONO I TRADER DI BOND

11 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

Secondo un trader di bond a Londra, che commentava le elezioni e la reazione sul mercato obbligazionario, “quel che sappiamo e’ che l’Italia si avvia verso la paralisi. Il nuovo governo non avra’ il mandato per spingere verso le riforme. Quel che succedera’ ai bond dipendera’ da quel che diranno le agenzie di rating sulla situazione”, e’ il commento all’agenzia Reuters del dealer.

Gli analisti di Standard & Poor’s lunedi’ hanno affermato che i risultati delle elezioni italiane non dovrebbero avere un impatto sul ratings del debito.

S&P assegna all’Italia un rating di AA-minus, mentre Fitch ha un rating di AA. Il voto di Moody’s Investor Service per il nostro paese e’ Aa2.

‘Il rischio di instabilita’ politica potrebbe essere un problema anche per il rating dell’Italia’, fa sapere l’agenzia Fitch. Cosi’ il senior director per i rating sovrani di Fitch, Brian Coulton, commenta i risultati elettorali italiani che sembrano indicare una vittoria di misura del Centrosinistra. Fitch sottolinea che ‘Se ci sara’ un periodo prolungato di instabilita’, le riforme cruciali, come quelle per i conti pubblici, saranno un problema’.

Intanto nel corso della mattinata si e’ allargato lo spread tra i rendimenti dei btp decennali e i bund tedeschi, omologhi dei titoli di stato italiani fissati come riferimento. Dopo gli esiti delle elezioni che sembrano indicare una vittoria di misura del Centrosinistra, il differenziale, riporta l’agenzia Bloomberg, é aumentato di un punto base.

Gli investitori internazionali credono poco infatti alla possibilità di una riduzione del debito e di un decisivo nuovo stimolo all’economia. Lo spread tra i Btp a 10 anni con scadenza il primo agosto del 2016 e cedola al 3,75% e i bund è così arrivato a 31 punti, il massimo dal dicembre del 2001.

Il rendimento sul Btp è arrivato al 4,19%. “La prospettiva di riforma del debito pubblico italiano è oggi prossima allo zero – ha detto a Bloomberg Marc Ostwald, analista di Monument Securities a Londra – Personalmente, non vorrei detenere bond italiani almeno fino a quando non raggiungeranno uno spread che riconosce questi rischi, e al momento sicuramente non lo fanno”.

La scorsa settimana Goldman Sachs ha raccomandato agli investitori di evitare titoli italiani, perché la crescita al rallentatore mette a rischio il rating del paese. Anche Standard and Poor’s, a febbraio come ieri, ha affermato di stare valutando un possibile downgrading per il debito sull’Italia. Secondo Deutsche Bank, il premio per il rischio default per 10 milioni di dollari di debito italiano su 10 anni è salito oggi di 0,5 punti base, a 21,5 punti.

Tornando a Fitch, attualmente il rating dell’Italia è AA con outlook negativo. Coulton, come già sottolineato ieri in un commento a caldo sui primi exit poll, ha precisato che la priorità per il nuovo Governo è quella di “agire sui conti pubblici italiani”, che l’agenzia reputa “preoccupanti”.

“Un eventuale periodo di instabilità politica, che è un rischio, potrebbe essere un problema per portare a termine le riforme cruciali per il paese”, ha evidenziato Coulton, evidenziando comunque “i risultati non sono ancora definitivi ma se fossero confermati un rischio di instabilità politica potrebbe verificarsi”. Il rischio instabilità e, di conseguenza, la minaccia che le riforme siano difficili da portare a termine potrebbe mettere creare problemi per il rating. “L’outlook è negativo” e la non attuazione di riforme “potrebbe essere un problema per il rating”.

Lo scorso 29 giugno Fitch ha deciso di mutare il proprio outlook sull’Italia, portandolo da stabile a negativo: la decisione “riflette – aveva spiegato Fitch – un marcato deterioramento delle prospettive di crescita e delle finanze pubbliche, caratterizzate da un crescente deficit di bilancio e da un atteso incremento del debito generale”.