L’Irlanda ora chiede la rinegoziazione del proprio salvataggio. ESM sotto tiro

10 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

Non ci voleva molto per capire che la finta euforia sul salvataggio delle banche spagnole (100 miliardi di euro messi sul tavolo dall’Eurogruppo tramite l’ESM) avrebbe lasciato presto il passo ad analisi impermeabili alle veline della propaganda degli sherpa di ambienti Ue, Bce e governi europei. Ognuno di questi bailout e’ in verita’ pessimo, e il successivo e’ peggiore del precedente, e come ha scritto stamattina Wall Street Italia, la sostanza e’ che si continua a dare droga ai drogati, sempre a spese dei contribuenti.

A fatica, nella serata di domenica, prima dell’apertura delle borse asiatiche dove si avra’ la prima reazione dei mercati al salvataggio delle banche di Madridd, emergono dettagli che affrancano in parte dalle genericita’ dei comunicati ufficiali.

Primo, circola voce a New York che l’Irlanda (la seconda “I” nell’acronimo PIIGS) chiedera’ una rinegoziazione retroattiva del salvataggio delle banche irlandesi firmato nel novembre 2010, secondo termini che dovrebbero essere simili a quelli piu’ favorevoli spuntati dalla Spagna.

Sulla manipolazione delle news all’epoca del salvataggio dell’Iralanda, leggere:
CRISI: SALVATAGGIO IRLANDA NON SMORZA TENSIONI, ANZI ALIMENTA APPETITI.

E per capire quante menzogne vengano propalate dai governi e dai responsabili europei, e’ utile leggere questa vecchia news, risalente al periodo in cui fu salvata l’Irlanda, con un pacchetto di 95 miliardi di euro da parte della troika (Eu, Bce e Fmi).

[ARTICLEIMAGE] Il tutto, quando manca una settimana esatta alle elezioni politiche in Grecia, dove una vittoria della sinistra radicale avrebbe gli effetti di una sorta di “atomica” sulla permanenza di Atene nell’euro.

Inoltre si e’ avuta nelle ultime ore una delle conferme piu’ importanti sul fronte dei dettagli tecnici, e cioe’ che il prestito alle banche spagnole gode di priorita’ rispetto ai vecchi creditori, la cui soddifazione quindi (semmai accadra’) sara’ subordinata al pagamento di chi ha messo i soldi per ultimo.

Infine, il fatidico ESM (European Stabilization Mechanism) destinato a essere la chiave di volta per questo e per tutti i futuri salvataggi in Europa, e che non e’ ancora stato ratificato dalla Germania (ne’ tantomeno dall’Italia) sta ricevendo negli ultimi giorni un fuoco di fila di critiche dal partito di opposizione tedesco, cioe’ i socialdemocratici della SPD che hanno vinto le ultime elezioni locali contrapponendosi alla Cancelliera Angela Merkel.

Leggere:
Crisi: Germania Ribadisce Opposizione A Ruolo Esm Per Aiutare Banche

Crisi/ Draghi: Fondo salva Stati per ricapitalizzazione banche

Secondo una notizia messa in rete dalla Reuters, “In un articolo il settimanale Der Spiegel scrive che il fatto che Angela Merkel non abbia intenzione di implementare una tassa europea sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax) rischia di mettere a repentaglio quell’accordo iniziale a cui la Cancelliera era giunta la scorsa settimana con l’opposizione, sul Fiscal Compact. Il partito Social Democratico (SPD) e i Verdi insistono su un piano che preveda una tassa sulle transazioni finanziarie unita a misure che stimolino la crescita” e non puntino solo all’austerity.

Merkel ha bisogno del si’ della SPD per passare il Fiscal Compact e la ratificazione dell’ESM, senza il quale l’intera architettura del salvataggio delle banche spagnole collassera’. Scrive Reuters: “La Cancelliera vuole spingere il patto al parlamento tedesco nelle prossime settimane insieme alla legge che approvera’ il fondo di salvataggio European Stability Mechanism (ESM) che la Spagna potra’ usare, ma ha bisogno dell’opposizione per raggiungere la maggioranza richiesta di due terzi”. Insomma: qualsiasi euforia e’ prematura, fin quando non c’e’ la firma e l’accordo politico.

Secondo Reuters sarebbe un grande imbarazzo se la Germania, che detta la maggior parte delle risposte alla crisi europea, mancasse la scadenza per la ratificazione dell’ESM prevista per l’1 luglio.

A conferma delle tensioni a Berlino sul salvataggio delle banche in Spagna e sui rischi relativi all’approvazione dell’ESM, il ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, ha reagito mettendo sotto pressione la SPD e i Verdi. “Sarebbe completamente irresponsabile non ratificare il trattato fiscale”, ha detto Schaueble alla TV tedesca ARD, aggiungendo di avere seri dubbi che la tassa europea sulle transazioni finanziarie possa essere introdotta durante questa legislatura, che termina nell’autunno del 2013, quando finisce il mandatoo di Angela Merkel.

Secondo il ministro delle finanze di Berlino la decisione della Spagna di chiedere gli aiuti per salvare le sue banche ha reso ancor piu’ importante approvare velocemente il Fiscal Compact e l’ESM. La maggiore flessibilita’ (e anche segretezza e intaccabilita’: un muro inviolabile ai comuni cittadini e certamente anti-democratico) rende l’ESM preferibile sia a Bruxelles che a Francoforte (la Bce guidata da Mario Draghi e’ assolutamente favorevole) per tutti i prossimi interventi di salvataggio, rispetto al vecchio European Financial Stability Facility (EFSF).