L’IMPORTANZA DEL NOME IN UNA SOCIETA’ INTERNET

18 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Quasi ogni giorno in America vengono create decine di nuove societa’ dell’Internet e quasi ogni giorno decine di societa’ cambiano nome, o meglio marchio.

Miningco.com e’ diventata About.com, Encoding.com e’ ora Loudeye Technologies e InternetDiamonds viene chiamata BlueNile.

Perche’ succede cosi spesso, che le dot-com company cambino nome?

Innanzitutto parecchie startup che iniziano con uno scopo ben preciso, rispondono poi alle esigenze del mercato e con il tempo cambiano interessi e settore, e quindi identita’.

E’ il caso di MegaDepot.com che dai prodotti per ufficio e’ passata ad offrire una gamma piu’ ampia di servizi sotto il nuovo nome Onvia.com.

E poi, spesso, il nome invecchia, in un mercato cosi’ in evoluzione come l’Internet e se ne deve trovare uno che sia facile, accattivante e unico nel suo genere.

“La ricerca di un nome e’ diventata doppiamente difficile, con l’Internet”, spiega Tye Heckler della societa’ di consulenza Heckler Associates (che ha trovato il nome Starbucks, ad esempio), “il rischio e’ sempre quello di infrangere diritti di marchi gia’ registrati”.

Heckler Associates segue cosi’ sei criteri ben precisi nella scelta di un nome, che deve essere:

– unico, come un ‘guscio vuoto’ che aspetta la definizione;

– credibile, perche’ deve suonare familiare, come se esistesse da sempre;

– leggibile, perche’ vede avere un bell’aspetto anche per iscritto;

– riproducibile, perche’ deve essere udito e ripetuto correttamente;

-compatibile, perche’ deve omogenizzarsi con la societa’ e l’industria; e

– duraturo. Da evitare sono dunque i trend passeggeri, quali la sillaba ‘net’.

Non tutti sono d’accordo sull’unicita’ del nome.

Infatti la tendenza sembra essere orientata verso nomi molto riconoscibili che descrivono di primo acchito il servizio offerto.

Questa, ad esempio, e’ la ragione per cui Miningco.com si e’ trasformata in About.com.
Dopo essersi fatta riconoscere come societa’ di ricerca di contenuti online, si e’ infatti poi resa conto di offrire molti piu’ ‘content’ di quanto il pubblico pensasse. Da qui About.com.