L’IMPERO
COLPISCE ANCORA

7 Novembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il Sol Levante torna a risplendere. E l’eclissi del listino di Tokio, iniziata nel lontano 1990, sembra ormai volgere al termine. L’opinione, o per meglio dire, la speranza, è ampiamente condivisa nelle sale di trading delle case di investimento internazionali. Dove forti aspettative di buoni guadagni si indirizzano verso i tradizionali colossi industriali e bancari del Paese.

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Da Mitsubishi Bank a Suzuki Motor, da Sumitomo Mitsui Financial a Canon e Hitachi. Eppure le buone performance dell’indice della borsa doi Tokio, salito di oltre il 20% da inizio anno e di quasi l’80% dal 2002, bastano appena a riportare l’orologio delle quotazioni sui livelli della primavera del 2001. Ma restano lontane anni-luce dal massimo di circa 40mila punti toccato dal Nikkei 225 nel gennaio del 1990, ben 15 anni fa.

In mezzo c’è stata la fine della bolla speculativa, i crac bancari, una lunga deflazione e stagnazione dell’economia. «Ma con un prodotto interno lordo che aumenterà quest’anno di circa il 2% e con prezzi che registrano ancora una crescita leggermente negativa dello 0,1%, ma tendenzialmente in risalita, possiamo pensare che la deflazione stia definitivamente per concludersi», sostiene Romina Graiver , responsabile delle gestioni azionarie internazionali di Parvest am sgr . Tanto che l’amministratore delegato del gruppo, Marc Raynaud , sottolinea come «da mesi consigliamo di sovrappesare la quota di titoli azionari giapponesi nei portafogli, anche se al momento il grosso del guadagno potenziale sembra ormai alle spalle».

Sul breve termine questa valutazione è condivisa da Naoki Kamiyama di Morgan Stanley , secondo cui l’indice Nikkei dovrebbe oscillare in un intervallo compreso fra 13.000 e 13.500 alla fine di dicembre, vale a dire circa 4 o 5 punti percentuali al di sotto del livello attuale. Mentre è più ottimista a medio termine Roberto Berzero , gestore del fondo lussemburghese Spif Obiettivo Giappone di SanPaolo Imi am Luxembourg . «L’indice Topix è cresciuto del 25,67% da gennaio. Ma penso che nei prossimi 12 mesi il mercato continuerà a generare performance molto buone, anche del 10% o del 15%». Del resto l’indagine condotta dalla società di analisi indipendente dei fondi di investimento Morningstar.it tra 43 società di gestione europee conferma «che il Giappone resta il mercato favorito a livello globale per i prossimi 12 mesi».

Naturalmente per un privato è difficile muoversi con successo tra le insidie del listino di Tokio. E anche i «money manager» specializzati adottano criteri di selezione dei titoli molto diversi. Il gestore di SanPaolo Imi, per esempio, privilegia l’analisi fondamentale. «In questa fase apprezzo soprattutto il comparto creditizio, con titoli come Mitsubishi Bank e Resona Bank , perché sta diminuendo drasticamente l’incidenza dei crediti in sofferenza del sistema bancario», osserva Berzero. Mentre tra gli industriali il gestore si aspetta buone performance dai titoli del settore chimico, specializzati nella produzione di materiali complessi, meno soggetti alla concorrenza cinese, come Shinetsu Chemical o Sumitomo Chemicals . O ancora la distribuzione, che dovrebbe risentire positivamente di una ripresa dei consumi interni, con Seven Holding e Honkao.

Diverso l’approccio seguito nella gestione del fondo Parvest Japan. «Il nostro metodo di selezione dei titoli parte da un universo investibile di circa 200 società con ampio flottante. E grazie a un modello matematico che combina aspetti di analisi tecnica e criteri di analisi fondamentale ricaviamo un portafoglio di 50 società, tutte con un medesimo peso del 2% all’interno del fondo», spiega Graiver. Seguendo questo approccio, al momento il gestore sta facendo una forte scommessa sui titoli industriali e hi tech. Con società come Fan uc , che produce robot e macchinari automatici, Toray , nei materiali innovativi per l’industria aeronautica, Nippon Electric Glass , nei supporti per gli schermi a cristalli liquidi. O ancora Mitsubishi Corp. , una delle maggiori «trading companies» (società di commercio internazionale) giapponesi.

Statistico è quantitativo è anche il modello di selezione utilizzato da Axa Rosemberg, società di asset management alleata della francese Axa. Il sistema analizza circa 200 voci di bilancio di oltre 17.500 società giapponesi quindi individua le scommesse più interessanti all’interno di uno stesso settore. Ne risulta, in questo momento, una forte sovraponderazione dei titoli finanziari, dei materiali di base e degli industriali, con nomi come Honda Motor , Hitachi, Canon e Matsushita Electronic Industries.

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