L’ IGNORANZA
DEL POTERE:
DALLE IENE
A PASOLINI

2 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Martedì sera pensavo che il jet-lag mi stesse giocando strani scherzi. Vedevo e ascoltavo senatori della Repubblica che mostravano di non sapere quanto segue:
1) Sacco e Vanzetti erano due anarchici italiani giustiziati negli Usa negli anni Venti
2) Abu Grhaib è un carcere in Iraq, teatro di gravi abusi
3) «Mein Kampf» è un libro scritto da Adolf Hitler (spero che sapessero chi è Hitler, ma a questo punto non sono sicuro).

Lo spettacolo, splendidamente e involontariamente comico, è stato offerto nel programma «Le Iene». All’inizio pensavo che i senatori intervistati scherzassero. Poi ho capito che erano serissimi. Anche perché, giorni fa, è andata in onda un’altra serie di interviste, stavolta ai deputati. Ero all’estero, me l’ero persa: sono andato a rivederla sul web. Ho scoperto che:
1) Mandela è brasiliano
2) Guantanamo sta in Iraq o in Afaghistan (non Afghanistan, proprio Afaghistan)
3) L’effetto-serra raffredda il pianeta
4) La Consob è un oggetto misterioso
5) Il Darfur viene confuso col Fast Food.

L’intervistatrice, Sabrina Nobile, non riusciva a star seria (Iena Ridens?), ma va capita. Non dite, per favore, che queste indagini sono irrispettose, goliardiche o irrilevanti. Le Iene – che a una cert’ora scivolano nel pornosoft, a caccia di ascolti – stavolta sono state impeccabili. Spesso le inchieste televisive si limitano a inseguire pesci piccoli, scovando notiziole e spacciandole per rivelazioni: è un modo per piacere al pubblico, senza disturbare i pescecani. Ma i ragazzi in nero, avvicinandosi a Palazzo, hanno mostrato di possedere una certa dose di coraggio e senso civico. In Italia questa è una colpa grave: i lustrascarpe del potere non ve la perdoneranno.

Sapere che molti parlamentari hanno la cultura d’un ripetente di terza media è stato per me più sorprendente che scoprire l’uso di sostanze proibite. Questa, al limite, può essere una faccenda privata; l’ignoranza ha conseguenze pubbliche. Come possono, queste persone, decidere sulla cooperazione allo sviluppo, se non sanno cos’è il Darfur? Come votano la Finanziaria se ignorano la Consob? Come scelgono in materia d’ambiente, se non conoscono l’effetto-serra? Risposta facile: non decidono, non votano, non scelgono. Fanno quello che dicono i capi-partito.

E’ a costoro – non ai poveri diavoli beccati dalla telecamera – che vorrei porre qualche domanda. Come avete scelto i candidati alle elezioni, onorevole Casini? Sapete o non sapete che amministrare un grande Paese moderno è difficile, e richiede conoscenze e competenza, onorevole Berlusconi? E’ questo che volevate, presidente Prodi, quando avete accettato questa orrenda legge elettorale, che ci impedisce di promuovere/bocciare un candidato? La cambierete, o dovremo costringervi col referendum? Aspetto risposte, se qualcuno vorrà darmene.

Per consolarmi, sono andato a leggere un pezzo apparso sul «Corriere» nel 1974, intitolato «Gli italiani non sono più quelli», poi raccolto in «Scritti corsari». Una frase mi ha colpito: «L’Italia contadina e paleoindustriale si è disfatta, non c’è più, e al suo posto c’è un vuoto che aspetta di essere colmato…» . Trentadue anni dopo, possiamo dirlo, anche grazie alle Iene: è fatta. Un «potere modernizzante, falsamente tollerante, edonista» – cito ancora – ha omologato culturalmente l’Italia: e noi, in teoria, lo abbiamo votato.

PS: Quiz finale, riservato ai nostri rappresentanti in Parlamento. Chi è l’autore di «Scritti corsari»?
a) Emilio Salgari
b) Johnny Depp
c) Pier Paolo Pasolini.
Vietato chiedere aiuto alle mogli, o ai figli adolescenti.

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