L’idea di Calderoli: sì a patrimoniale, ma solo su beni di lusso

22 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia
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CAPRIATA D’ORBA (Alessandria)— Una patrimoniale. Ma soltanto per chi può. È l’idea a cui sta lavorando Roberto Calderoli per uscire dall’impasse tra tagli ai Comuni e taglio alle pensioni. Sabato sera Silvio Berlusconi è tornato alla carica con Umberto Bossi.

Per insistere sul fatto che un intervento sui trattamenti di anzianità (pensione più tardi nonostante i 40 anni di contributi) e una più rapida equiparazione tra l’età pensionabile di donne e uomini siano indispensabili. Ma Bossi dice no. Ieri sera, se ne è uscito con una pernacchia all’indirizzo di Angelino Alfano: «È un bravo ragazzo, però…». Poi ha argomentato: «Non taglio le pensioni alla povera gente, gli enti locali se la caveranno e con un po’ di rumore… il governo troverà i soldi per loro».

Nel Carroccio non sono soltanto i sostenitori di Roberto Maroni a premere per salvaguardare i piccoli Comuni. Calderoli, per esempio, si dice certo che alla fine «i Comuni non avranno più motivi di malcontento». E dal canto suo sta studiando una patrimoniale «sui generis». Perché «la patrimoniale in senso tradizionale è sbagliata. Va a colpire beni che sono già stati tassati e che di per sé non forniscono reddito. Cosa diversa potrebbe essere un intervento nuovo. Un’imposta su quei beni decisamente al di sopra di un tenore di vita medio ».

Le solite barche? «Non soltanto le barche. L’idea è quella di individuare alcuni parametri che tratteggiano un tenore di vita medio, per poi andare all’imposizione su quei beni che decisamente lo superano. L’informatica oggi può aiutarci molto, e l’obiettivo è anche quello di smontare tutti quei giochini che si fanno per eludere il fisco, da certi leasing alle società di comodo».

Nulla a che vedere, osserva Calderoli, con l’aumento dell’Iva sui beni di lusso che alcuni, a partire da Roberto Formigoni, sostengono con energia: «Bisognerebbe sapere quello di cui si parla. Il problema è che l’Iva è una tassa europea. E noi non possiamo scegliere fior da fiore i beni a cui applicarla».

Quel che ormai sembra assodato è che la Lega farà muro ad ogni tentativo di intervenire sulle pensioni: Bossi intende resistere a ogni pressione. La linea emergerà dalla segreteria politica del Carroccio fissata per oggi, ma sull’argomento—a dispetto degli sforzi di Berlusconi e Angelino Alfano — sarà ben difficile che arrivino novità.

Se ci fossero ancora dubbi, di ieri sono due interventi —entrambi provenienti dall’area dei sostenitori di Maroni— fatti apposta per fugarli. Il primo è del deputato bergamasco Giacomo Stucchi che in un’intervista a Radio Popolare ha respinto lo scambio proposto da Alfano (riforma delle pensioni per ridurre i tagli agli enti locali): «Ne sono certo, ho fatto le due stanotte con Bossi a parlare di queste cose».

Il secondo è del sindaco di Varese Attilio Fontana, che è anche il presidente dell’Anci lombardo: «Bisogna trovare un’alternativa diversa, Enti locali e pensioni sono gli ultimi due comparti che devono essere toccati». Peraltro, Fontana dice di non capire «l’alternativa enti locali o pensioni. Nel Paese ci sono tantissimi sprechi, tantissime situazioni da modificare per recuperare le somme che si stanno cercando».

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