L’Europa si spacca. Unione fiscale alle calende greche e senza Londra

9 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

BRUXELLES – L’Europa si spacca. Riesce a mettere in piedi una ‘Unione di bilancio’, fatta di rigore e stretta, per recuperare la credibilità dell’euro e garantire la tenuta della moneta unica. Ma lo fa solo a ’23’ e sotto forma di accordo intergovernativo. Una sorta di cooperazione rafforzata cioé che riesce a mettere insieme i 17 paesi di eurolandia, più altri sei, ma non la Gran Bretagna che (con l’Ungheria) si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura. Un intesa al ribasso – che tra poche ore sarà subito all’esame dei mercati – per colpa di Londra, rimarca il presidente francese Nicolas Sarkozy lasciano la sede del vertice europeo all’alba, dopo una maratona negoziale durata tutta la notte.

Ma su cui si punta per recuperare “credibilità”, spiegano i vertici Ue; mentre Angela Merkel parla di un “buon risultato per l’euro”. Angela Merkel è “molto soddisfatta”: “Il mondo si renderà conto che la Ue ha imparato dai suoi errori”, ha detto entrando al Consiglio per il secondo giorno di vertice.Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, non nasconde che sarebbe stato meglio fosse nata all’insegna della “unanimita”.

La decisione della Gran Bretagna di rifiutare la proposta di riforma dei trattati “é stata difficile, ma buona”: è quanto dichiarato dal primo ministro britannico, David Cameron. Per la Gran Bretagna “é stato meglio essere fuori” perché ciò che è uscito” non è nel suo interesse”.

Ma il patto rappresenta comunque un “passo importante” per i Paesi che l’hanno sottoscritto e che si “impegnano” a onorare – rassicura – nonostante non vi siano per ora vincoli “giudici”: chi lo “ha adottato ha preso l’impegno ad una modifica dei trattati”. In particolare i 23 recepiranno la stratta di bilancio nelle rispettive costituzioni, faranno partire – anticipandolo – il fondo permanente salva-stati (Esm) a luglio 2012 con il coinvolgimento della Bce nella gestione operativa (ma non diventerà una banca), rifinanzieranno per 200 miliardi di euro l’Fmi, adotteranno sanzioni automatiche e lasceranno fuori i privati dalle ristrutturazioni del debito.

Un’ipotesi, quella del patto a ’17+’ fattibile realisticamente entro marzo, ventilata già in mattina da fonti Ue e confermata dalla cancelliera Angela Merkel che, arrivando a Bruxelles, era apparsa determinata sulla sua posizione: non so – aveva detto -se sarà possibile raggiungere un accordo a 27. Nel caso contrario – aveva aggiunto – si sarebbe passati ad un assetto a 17 aperto, ai paesi che volevano parteciparvi. Un patto che – spiega Van Rompuy – vedrà presenti e protagoniste le istituzioni europee, impegnate “in questo esercizio”.

Un esercizio del tutto nuovo e da verificare. Per il quale l’Italia – non è un mistero – avrebbe preferito unapproccio “comunitario” a 27 che evitasse spaccature erilanciasse la strada del rafforzamento del mercato interno,anche in chiave crescita. Il professore incassa comunque una nuova promozione dai leader per i ‘compiti a casa’: “abbiamo accolto con favore le misure dell’Italia che rappresentano un grande sforzo”, ha detto il presidente del Consiglio Ue commentando la manovra con cui Roma si è presentata a Bruxelles. Manovra da oltre 20 miliardi di correzione che prevede anche una riforma delle pensioni, così come chiesto e preteso da Bruxelles. Infine stamattina un agurio e’ giunto da Napolitano: “Auguro che tutto vada bene a Bruxelles”, ha detto il Presidente della Repubblica.

CAUTI I LISTINI EUROPEI, MILANO LA MIGLIORE (+1,10%) – Cautela delle Borse europee dopo la maratona notturna del vertice salva-euro. Milano è la piazza migliore. Piazza Affari prosegue in buon rialzo, mantenendosi vicina ai massimi del mattino. L’indice Ftse Mib sale dell’1,12%. Particolarmente tonici Intesa Sanpaolo (+3,97%) e Unicredit (+3,01%), mentre ha allungato il passo anche Fiat Industrial (+1,45%). Più prudenza su Fondiaria Sai, che recupera un frazionale 0,26% dopo il tonfo della vigilia. Recupera Premafin (+5,45%), relativamente più tonica della capogruppo anche la Milano Assicurazioni (+1,85%). Cauta anche Mediobanca (+0,22%). Viaggia in terreno negativo il Banco Popolare (-2,67%). Vendite su Tod’s (-1,61%) e Lottomatica (-1,62%).

Gli spread tra i btp decennali e il bund tedesco restano in tensione e a 452 punti. Madrid guadagna lo 0,16%, Parigi sale dello 0,53%, Bruxelles dello 0,67%. Gli altri mercati resta per lo più al palo con oscillazioni sulla parità per Francoforte (+0,04%), Londra (+0,10%) e Zurigo (-0,06%). Dal summit è emerso, come in fondo si prevedeva già alla vigilia, un freno della Gran Bretagna e di altri paesi esterni all’eurozona a una revisione dei trattati. Al termine del primo giorno di vertice c’é però già un’accordo per procedere verso un’Unione di bilancio a 23.

BORSE ASIA GIU’ CON TIMORI SU CRISI DEBITO UE, DATI CINA – Borse asiatiche pesanti, dopo il mancato accordo a 27 per un rinnovo dei Trattati europei, mentre proseguiranno oggi le trattative del vertice ‘salva-euro’ su un accordo a 17. I mercati del Far East reagiscono anche con nuovi timori sull’andamento della congiuntura economica, dopo la frenata dell’inflazione in Cina (+4,2%, rispetto ad attese del 4,5%) e la crescita della produzione industriale a novembre, risultata inferiore ai ritmi visti negli ultimi 14 mesi (+12,4%). A consigliare prudenza ai mercati asiatici si è aggiunta anche la decisione della banca centrale coreana, che ha lasciato invariato il costo del denaro, sui timori che la crisi del debito in Europa possa avere un impatto sull’economia del paese. Nella tabella l’andamento degli indici di riferimento delle principali Borse dell’area Asia-Pacifico: – Tokyo -1,48% – Hong Kong -2,79% (in corso) – Shanghai -0,62% (in corso) – Taiwan -1,28% – Seul -1,97% – Sydney -1,82% – Mumbai -1,89% (in corso) – Singapore -1,62% (in corso) – Bangkok -0,90% – Giakarta -1,32% (in corso).

FRANCIA, MOODY’S TAGLIA RATING SOCGEN, BNP, AGRICOLE – Moody’s ha tagliato il rating delle banche francesi Societé Generale, Bnp Paribas e Credit Agricole per il peggioramento della situazione di liquidità e dell’accesso al finanziamento. L’agenzia ha tagliato di un gradino il giudizio sul debito a lungo termine delle tre banche: Societé Generale ad A1; quello di Bnp Paribas a Aa3; e quello di Credit Agricole a Aa3. Per SocGen Moody’s ha anche sottolineato che la probabilità che la banca possa ricevere un sostegno sistemico è molto alta.

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Bruxelles – L’Europa si spacca. Riesce a mettere in piedi una ‘Unione di bilancio’, fatta di rigore e stretta, per recuperare la credibilità dell’euro e garantire la tenuta della moneta unica. Ma lo fa solo a ’23’ e sotto forma di accordo intergovernativo.

Una sorta di cooperazione rafforzata cioé che riesce a mettere insieme i 17 paesi di eurolandia, più altri sei, ma non la Gran Bretagna che (con l’Ungheria) si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura. Un’intesa al ribasso – che tra poche ore sarà subito all’esame dei mercati – per colpa di Londra, rimarca il presidente francese Nicolas Sarkozy lasciano la sede del vertice europeo all’alba, dopo una maratona negoziale durata tutta la notte.

Ma su cui si punta per recuperare “credibilità”, spiegano i vertici Ue; mentre Angela Merkel parla di un “buon risultato per l’euro”. Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, non nasconde che sarebbe stato meglio fosse nata all’insegna della “unanimita”.

Ma il patto rappresenta comunque un “passo importante” per i Paesi che l’hanno sottoscritto e che si “impegnano” a onorare – rassicura – nonostante non vi siano per ora vincoli “giudici”: chi lo “ha adottato ha preso l’impegno ad una modifica dei trattati”.

In particolare i 23 recepiranno la stretta di bilancio nelle rispettive costituzioni, faranno partire – anticipandolo – il fondo permanente salva-stati (Esm) a luglio 2012 con il coinvolgimento della Bce nella gestione operativa (ma non diventerà una banca), rifinanzieranno per 200 miliardi di euro l’Fmi, adotteranno sanzioni automatiche e lasceranno fuori i privati dalle ristrutturazioni del debito.

Un’ipotesi, quella del patto a ’17+’ fattibile realisticamente entro marzo, ventilata già in mattina da fonti Ue e confermata dalla cancelliera Angela Merkel che, arrivando a Bruxelles, era apparsa determinata sulla sua posizione: non so – aveva detto -se sarà possibile raggiungere un accordo a 27. Nel caso contrario – aveva aggiunto – si sarebbe passati ad un assetto a 17 aperto, ai paesi che volevano parteciparvi. Un patto che – spiega Van Rompuy – vedrà presenti e protagoniste le istituzioni europee, impegnate “in questo esercizio”.

Un esercizio del tutto nuovo e da verificare. Per il quale l’Italia – non è un mistero – avrebbe preferito unapproccio “comunitario” a 27 che evitasse spaccature erilanciasse la strada del rafforzamento del mercato interno,anche in chiave crescita. Il professore incassa comunque una nuova promozione dai leaderper i ‘compiti a casa’: “abbiamo accolto con favore le misuredell’Italia che rappresentano un grande sforzo”, ha detto ilpresidente del Consiglio Ue commentando la manovra con cui Romasi è presentata a Bruxelles.

Manovra da oltre 20 miliardi dicorrezione che prevede anche una riforma delle pensioni, cosìcome chiesto e preteso da Bruxelles. Ora, alla finestra ci sono i mercati che ieri non hannonascosto il nervosismo con le borse tornate in profondo rosso egli spread di nuovo in volata. Pronti a giudicare se l’Europa hacentrato il suo obiettivo: ridare credibilità alla moneta unicain un vertice che – aveva sottolineato Srakozy – eraprobabilmente “l’ultima chance” mentre dall’America Obama sidiceva preoccupato chiedendo al vecchio continente di mettere incampo la sua “volontà politica”.