L’Europa si scalda nel finale di seduta

25 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Si risollevano nel pomeriggio le principali borse europee, prive del faro di Wall Street che è rimasta chiusa per la festa del Ringraziamento. Sottili gli scambi per l’assenza di molti operatori americani, in vista di un fine settimana di fuoco che partirà con il Balck Friday, primo giorno di shopping natalizio. In Europa si continua a parlare degli aiuti concessi da UE ed FMI all’Irlanda e del Piano di austerity lanciato dal Governo di Dublino la vigilia. La situazione rimane critica anche se il cancelliere tedesco, Angela Merkel, si è detto più fiducioso adesso che sei mesi fa sulla stabilità dell’Eurozona, sottolineando che non esiste alcun rischio d’insolvenza per i paesi della zona euro. La Merkel ha detto di volere un euro forte e di essere pronta ad agire in solidarietà, ribadendo la necessità di importanti misure di risparmio. Restando in tema, il CEO dell’European Financial Stability Facility, Klaus Regling, ha affermato che la moneta unica è in una situazione di eccezionale gravità. Regling ha affermato che non vi sono pericoli che la crisi di Dublino possa portare alla rottura dell’euro, sebbene la situazione sia “seria”. Un abbandono dell’euro sarebbe un suicidio, ha affermato Regling. Bisogna stare tranquilli perché il fondo europeo è abbastanza grande per tutti gli Stati membri. Il CEO ha poi escluso che Francia e Italia possano correre dei rischi. Bruxelles ha chiuso con un rialzo dello 0,39% a 2601,51 punti, Zurigo con un incremento dello 0,77% a 6499,2 punti, Parigi con un vantaggio dello 0,32% a 3759,62 punti ed Amsterdam con un progresso dello 0,43% a 338,65 punti. Bene anche Francoforte +0,86% a 6882,6 punti e Londra +0,82% a 5703,77 punti mentre Madrid lima lo 0,25% a quota 9718,5. In calo di meno di mezza frazione di punto Lisbona mentre Dublino lascia l’1% circa, così come la borsa di Atene. A livello settoriale in rimonta i minerari +1,77% grazie alle ricoperture mentre le utility e le banche risultano timidamente negative.