L’EurJpy oltrepassa livelli importanti, apre la strada per nuovi obiettivi

17 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Che l’euro sia diventata una nuova valuta rifugio? Vogliamo cominciare la settimana che vede l’Europa colpita da un ultimatum ben preciso dal G20 con una battuta, perché in tutta onestà, ci chiediamo come faccia, la moneta unica europea, a scambiare sopra 1,3800 contro il dollaro americano.

La situazione economica e finanziaria del Vecchio Continente è reputata talmente grave dai 20 Paesi maggiormente sviluppati economicamente del Mondo che i toni utilizzati durante il meeting che si è tenuto durante il week end sono stati tutt’altro che miti.

Si è deciso di dare all’Europa una deadline che scatterà il prossimo 23 ottobre, entro la quale bisognerà fornire una soluzione concreta, unitamente ad un piano d’azione preciso, per arginare la crisi che sta colpendo i Paesi Periferici europei, Grecia in testa a livello di priorità, che sta rischiando di contagiare anche Nazioni che per ora non sono intaccate direttamente dal problema.

Non solo. “L’Europa ha bisogno di un’azione comune e concertata perché, se la crisi non finisce , essa comincerà a contagiare le economie emergenti che finora hanno goduto di una buona crescita», ha dichiarato mr. Azumi, il ministro finanziario del Giappone, andando così ad aggravare la posizione dell’Europa, che si vede chiedere da Stati Uniti, Giappone ed economie emergenti una cosa molto chiara: l’ampliamento dell’European Financial Stability Facility, più noto come Fondo Salva Stati entro settimana prossima.

Tale azione sarebbe sufficiente, secondo il parere di chi non vuole che l’effetto contagiosi propaghi anche all’esterno dell’area euro, a ristabilizzare i livelli di fiducia di imprese e consumatori, oltre che la stabilità finanziaria e la crescita economica.

Il prossimo venerdì è stata convocata una riunione straordinaria dei ministri economici dell’eurozona, mentre sabato 22 verrà tenuto un Consiglio allargato a tutta l’Unione, mentre il 23 bisognerà comunicare quello a cui Merkel e Sarkozy stanno lavorando da tempo.

Intanto dai Paesi BRIC arriva la proposta di voler contribuire all’allargamento del Fondo tramite l’acquisto di bond ad hoc oppure tramite il finanziamento di una parte del Fondo tramite l’apertura di linee di credito in favore di esso, in quanto si comincia a pensare che l’Unione Europea non abbia a disposizione tutta la potenza di fuoco necessaria per far fronte alla crisi.

Ci troviamo insomma di fronte ad una situazione che vede l’Europa imputata di una serie di capi d’accusa, la cui valuta di riferimento vola e si mantiene forte contro la maggior parte di divise contro cui è quotata, dollaro in primis, quando il quadro macroeconomico la vorrebbe estremamente più bassa.

E’ difficile capire cosa possa determinare una situazione del genere, l’unico fattore concreto che può determinare questi acquisti sistematici è da ritrovarsi nei tassi di interesse che vengono corrisposti a fronte dell’acquisto di moneta unica, altro non c’è.

La determinazione dei leader europei mostrata nel difendere la moneta unica europea sembra abbia fornito le basi per credere che l’euro resisterà ed esisterà ancora per molto tempo, basi sufficienti per far approfittare del differenziale di tasso tra l’euro ed altre valute di “finanziamento”.

Apriamo questa nuova settimana notando, nuovamente, la debolezza del dollaro. Questo permette ai maggiori cambi di continuare la strada incominciata ad inizio mese.

Osservando l’eurodollaro possiamo notare come la strada in atto dal 3 ottobre sia ancora in evoluzione: in realtà, se possibile, è stata resa ancora più semplice dal superamento dell’area di resistenza posta a 1.3850. Stando ad un grafico degli ultimi due mesi l’obiettivo per il cambio è ora posizionato poco al di sopra di 1.40. Qui infatti possiamo trovare, oltre ad un livello il cui valore psicologico potrebbe essere forte, l’ultima delle percentuali di ritracciamento di Fibonacci del movimento in calo compiuto dal cambio fra fine agosto e fine settembre. Il livello statico sul quale si regge questo movimento positivo è dato da 1.3680, dove troviamo coincidenza di una buona serie di massimi e minimi compiuti fra fine settembre e la settimana passata e dove passava la prima delle percentuali di ritracciamento, molto utile durante la salita.

Il cambio UsdJpy continua la fase di lateralità che va avanti oramai da quasi tre mesi. 76 e 78 sono i due livelli che delimitano il movimento del cambio e che potrebbero fornire quello spunto che manca ai prezzi da molto tempo. Più nel breve abbiamo potuto osservare un livello di resistenza interessante a 77.50.

Il cambio EurJpy, oltrepassato il livello di massimo precedente a 107, ha di fatto aperto la strada per raggiungere l’obiettivo finale, nonché resistenza, posta a 107.60. Oltre questo livello, che anche in questo caso è dato da teorie di ritracciamento, il cambio potrebbe essere libero di apprezzarsi parecchio e ritornare a punto di partenza del movimento in calo registrato da fine agosto. Nei pressi di 106.20 troviamo il supporto per le prossime evoluzioni, anche di giornata.

Anche il movimento favorevole alla ripresa del cable continua il proprio percorso. La linea di supporto inferiore di questo trend rialzista (in atto dal 6 ottobre scorso) indica un primo livello di tenuta a 1.5780, per cui molto vicino ai prezzi attuali. L’obiettivo a rialzo, quasi toccato venerdì, è invece dato da 1.5870.

Il cambio UsdChf sta dando prova di considerare davvero molto il livello di supporto di 0.8925. Per l’ennesima volta, a distanza di un mese abbondante, possiamo infatti notare una tenuta molto precisa. Data la vicinanza non possiamo che attendere un’eventuale rottura, che avrebbe come risultato quello di lasciare indebolire il dollaro potenzialmente anche di più di due figure e mostrare il successivo supporto di 0.8650.

Per l’ottavo giorno consecutivo il cambio EurChf rimane a ridosso della trendline ribassista di lungo senza essere ancora riuscito ad oltrepassarla. Fra 1.24 e 1.2420 possiamo ipotizzare ancora che si trovi la maggiore area di resistenza del cambio degli ultimi mesi, in grado di aprire la strada ad un apprezzamento di parecchie figure.

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