L’Euribor torna ai massimi dalla metà del 2009

1 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Tassi di interesse: chiusura contrastata per i tassi di mercato governativi dell’area Euro che hanno visto un calo del tasso a due anni tedesco ed un rialzo di quello decennale, comportando un allargamento dello spread 2-10 anni a 165 pb da 160. Poco variati invece i tassi swap. Sui periferici si è invece assistito ad un restringimento degli spread. Il tasso Euribor tre mesi fissato ieri a 1,094% ha pareggiato i massimi dalla metà del 2009, già segnato ad inizio febbraio.

La banca centrale irlandese in un comunicato ha riportato che a gennaio le richieste di fondi alla Bce da parte delle banche del paese hanno registrato il livello più alto dal salvataggio. Secondo l’Istituto a gennaio le banche irlandesi hanno incremento di 1,5 Mld€ i fondi richiesti rispetto a dicembre. La fuoriuscita di depositi dalle banche e la mancanza di accesso al mercato hanno portato gli istituti ad incrementare la richiesta di fondi alla Bce. Intanto restano alti i prestiti overnight richiesti ieri alla Bce (16.322 Mld€ da 17.115 Mld€ del giorno prima).

Continua a scendere il tasso di disoccupazione tedesco che a febbraio si è attestato al 7,3%, il minimo da dicembre 1991. Ancora un rialzo per il Pmi manifatturiero di febbraio dell’area Euro portatosi a 59 da 57,3, il massimo da giugno 2000. Oggi sono inoltre attesi i dati preliminari per l’inflazione di febbraio che, alla luce dei dati di Germania e Spagna, potrebbero evidenziare un tendenziale al 2,4%.

Sul fronte dell’offerta oggi sono attese aste in Olanda e Austria per un totale di almeno 6,5 Mld€. Negli Usa la settimana è iniziata con tassi governativi in lieve calo sulla parte a breve e moderatamente in rialzo su quella a lunga in un contesto di mercati azionari positivi. Le principali borse americane hanno, infatti, chiuso il terzo mese consecutivo in rialzo con l’indice S&P che ha guadagnato circa il 3%. A favorire gli acquisti sui mercati azionari alcuni dati macro positivi tra cui il Chicago Pmi, salito ai massimi da più di 20 anni, mentre i redditi personali di gennaio sono cresciuti dell’1% m/m, il ritmo maggiore da maggio del 2009. Ha invece deluso il dato sulla spesa personale (cresciuto meno del previsto probabilmente a causa del maltempo e del’aumento del tasso di risparmio) e quello relativo alle vendite di case con contratti in corso (-2,8% m/m da -3,2%).

Dai dati pubblicati nell’ultimo periodo emergono quindi segnali di forte crescita del settore manifatturiero mentre permane la debolezza del settore immobiliare ed il lento recupero occupazionale. Proprio questi due fattori potrebbero essere utilizzati da Bernanke, durante l’audizione odierna alla commissione bancaria del senato, come giustificazione per un proseguimento delle misure di “easing quantitativo”. Su tale tematica proseguono intanto le dichiarazioni da parte di alcuni membri Fed. Dudley, membro votante del board ha dichiarato che una ripresa economica più rapida non costituirebbe necessariamente motivo per una politica monetaria restrittiva. Allo stesso tempo, secondo Dudley, la Fed deve essere pronta ad agire qualora il rialzo dei prezzi si riflettesse in un aumento delle aspettative d’inflazione da parte dei consumatori. Atteso anche l’indice Ism manifatturiero di febbraio.

Valute: euro stabile in area 1,38, con il cross che al momento non riesce a superare l’importante resistenza posta a 1,3850/60. Un’eventuale rottura di tale livello potrebbe spingere il cross fino ad are 1,3950/1,40. Primo supporto a 1,3790. Yen in deprezzamento in un contesto di maggiore ottimismo tra gli investitori come testimoniato dal rialzo delle borse Usa ed asiatiche. Verso dollaro il cross è rimbalzato dal supporto 81,60 e la resistenza più vicina si colloca in prossimità di 82,60. Verso euro il cross trova un supporto a 112 e la resistenza a 114. Apprezzamento lieve dello yuan cinese vs dollaro. Il Pmi manifatturiero cinese a gennaio è rallentato per il terzo mese consecutivo, toccando i minimi da 6 mesi.

Materie Prime: tra gli energetici in calo il greggio Wti (-0,9%) che ha guidato il ribasso. Più contenuta la discesa del Brent (-0,3%), in controtendenza il gas naturale (+0,8%). In rialzo i metalli industriali guidati dal nichel (+2,9%). Tra i preziosi positivo l’argento (+2,8%). Tra gli agricoli forte rialzo del cotone (+7,2%) su aspettative di calo della produzione in Cina, maggiore importatore al mondo. Vendite su vitelli (-1,6%) e suini (-1,6%).

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