L’esodo degli irlandesi che non riescono a pagare i debiti

20 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Cosa fareste se non riusciste a rispettare le scadenze sul debito? Con ogni probabilita’ lascereste anche voi il vostro paese. Cosi’ gli investitori sofisticati irlandesi, vittime del crash immobiliare e del mutuo acceso in un momento tutt’altro che propizio, si improvvisano “turisti della bancarotta” autoesiliandosi nel Regno Unito.

L’obiettivo di quegli irlandesi che hanno scommesso nel settore real estate prima del crack e’ rifuggire le rigide leggi che regolano le pratiche di amministrazione controllata e che possono durare fino a 12 anni.

Nel Regno Unito, dove la maggior parte degli investitori esiliati si rifugia, il processo di bancarotta controllata puo’ durare anche solo un anno.

E’ una prospettiva molto attraente – scrive il Financial Times – per i 300 mila proprietari di un mutuo che hanno un conto in negativo dopo aver visto i loro immobili perdere il 50-60% del valore.

E per un popolo che ha alle spalle una lunga storia di emigrazione e’ piu’ facile accettare di compirere un passo di questo portata.

E’ stata gia’ creata una societa’, IrishBankruptcyUK, avviata allo scopo di aiutare i “turisti della bancarotta” del paese vicino a navigare attraverso il procedimento di insolvenza.