‘L’ EMAIL DI GOOGLE VIOLA LA PRIVACY’: PROTESTE

6 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Un gigabyte di posta: abbastanza per archiviare una vita intera di email. O allegati decisamente enormi. Ma l’annuncio di Google del suo nuovo servizio gratuito di posta elettronica, Gmail, per ora ancora in fase di test, sta suscitando perplessità e polemiche. In giro per la rete sono comparse le prime schermate del servizio, svelate da alcuni dei pochi eletti finora ammessi a testare Gmail. Una casella di posta «free» la cui capienza, unita ad altri servizi spesso offerti a pagamento (filtri anti-spam e anti-virus), potrebbe letteralmente spazzare via la concorrenza, guidata dai colossi del web Microsoft (con la sua Hotmail) e Yahoo.

PRIVACY – Peccato che per gli utenti di Gmail ci sarà un contrappasso, che a qualcuno proprio non va giù. Il problema è che sulla destra delle email (non di tutte spiegano i beta-tester, «ci sono ogni 3 o 4 messaggi») compaiono degli annunci pubblicitari o delle pagine collegate agli argomenti della mail tratti dal motore di ricerca di Google. L’associazione inglese Privacy International ha già presentato una protesta formale al Commissario britannico per l’Informazione: le lamentele riguardano il fatto che tutti i messaggi di posta saranno «letti» da Google per poter associare al contenuto dei link mirati. Anche se la società assicura che la scansione dei testi sarà fatta in maniera assolutamente automatica, senza che alcun occhio umano prenda visione di ciò che è scritto nelle email.

PROTESTE – «I link e le pubblicità associate ai testi mi mandano fuori di testa – scrive un utente nel forum di uno dei siti che ha pubblicato in anteprima le schermate di Gmail – . Chi dà a Google il permesso di leggersi le mie email?». E un altro sottolinea le possibili controindicazioni del sistema: «Mando una mail con “E’ appena morta mia nonna” e mi ritrovo nel messaggio una pubblicità di pompe funebri». C’è di più: se un utente decidesse di chiudere la propria casella, l’archivio dei suoi messaggi resterà sui server di Google. Anche se, ancora una volta, la società chiede un atto di fiducia ai suoi utenti, dichiarando che nessuno leggerà mai quella corrispondenza. Insomma, per il più celebre motore di ricerca del mondo, quella che sembrava l’arma finale per assaltare la concorrenza in un settore finora inesplorato, potrebbe diventare un boomerang. La scelta spetterà comunque ai navigatori: quando Gmail sarà operativa, si consiglia di leggere attentamente le clausole del servizio prima di sottoscriverlo.

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