L’economia americana? Meglio invocare Mago Merlino

31 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Servirebbe una bacchetta magica per determinare le sorti dell’economia mondiale. Ma Barak Obama non è un novello Mago Merlino. Il Presidente americano giustifica così le difficoltà che sta attraversando l’economia d’oltreoceano, che sicuramente appare la più penalizzata in questo primo scorcio del 2010. Così mentre il Giappone non esita a mettere a punto misure aggiuntive per sostenere l’attività economica e combattere la deflazione, il capo della Federal Reserve, Ben Bernanke, appare insolitamente esitante. La ricetta di Obama? Il Premier USA, sempre più stretto fra le esigenze contrapposte delle lobbies, torna a parlare di tagli delle tasse per la classe media e sostegni per le PMI. E così bacchetta il Congresso, che esita a mettere a punto una legge per facilitare l’accesso al credito. Ma qual’è il morbo che ha colpito la locomotiva americana? L’occupazione continua a destare grandi preoccupazioni per la classe politica, confermando che una ripresa “vera” non ci sarà se non si tornerà ad assumere. E’ questo il clima che precede il dato economico chiave della settimana sulla disoccupazione, che dovrebbe evidenziare la perdita di altri 100 mila posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione in aumento al 9,5%. Ma ormai nessuno crede più ai rimedi miracolosi. Così i mercati azionari sono tornati a perdere terreno in USA, con il Dow Jones che ha salvato per un pelo la soglia dei 10 mila punti, a dispetto del grande fermento generato dalla sempre più intensa attività di Mergers & Acquisitions.