‘L’ECONOMIA AMERICANA E’ IN PERICOLO’, BUSH CONVOCA UN SUMMIT STRAORDINARIO ALLA CASA BIANCA

25 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente George W. Bush ha inviato i candidati John McCain e Barack Obama e i leader del Congresso alla Casa Bianca oggi, per discutere il piano salva-finanza. Un evento senza precdenti nella storia degli Stati Uniti.

Per sottolineare la drammaticita’ della crisi finanziaria in atto, Bush ieri notte ha parlato in diretta Tv alla nazione, chiedendo al Congresso “azioni immediate” per evitare che gli Stati Uniti cedano “al panico”, vista l’entità della crisi finanziaria e visto che “l’economia degli Stati Uniti e’ in pericolo”.

In una drammatica allocuzione televisiva di 15 minuti, con il viso particolarmente teso, il presidente degli Stati Uniti ha esortato il Congresso ad approvare quanto prima il piano di salvataggio preparato dal ministro del Tesoro Usa Henry Paulson per arginare la crisi del mutui che sta minando l’economia Usa

[LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI BUSH SULLA CRISI FINANZIARIA].

“Se il piano non verra’ approvato – ha detto Bush – molte banche falliranno, il mercato azionario scendera’ ancora di piu’, milioni di americani perderanno il posto di lavoro, il prezzo della case continuera’ a scendere, aumenteranno pignoramenti immobiliari e bancarotte aziendali, saranno spazzati via i risparmi per le pensioni, e andremo incontro a una lunga e dolorosa recessione”. Secondo l’inquilino della Casa Bianca – la cui popolarita’ nei sondaggi e’ ai minimi assoluti, per un presidente, da molti decenni – il piano servirà a “salvare l’intera economia non individui o singole società”.

Nel suo discorso Bush ha confermato che i due candidati alla sua successione, il repubblicano John McCain e il democratico Barack Obama, saranno oggi alla Casa Bianca per parlare della crisi, in un meeting straordinario a cui parteciperanno anche i membri del Congresso della Commissione Finanze congiunta di Camera e Senato.

L’intervento di Bush in ‘prime time’ televisivo ha chiuso una giornata lunga e drammatica, mentre un accordo in Congresso, dopo lunghe ore di tira e molla tra i deputati, appare ora più vicino essendo state superate una serie di difficoltà, tra cui quella di un tetto agli stipendi dei super manager.

Poche ore prima dell’intervento di Bush, il colpo di scena: McCain, convinto che il piano non sarebbe stato approvato, chiede di sospendere la campagna elettorale e di rinviare il primo dibattito TV con Obama, in calendario venerdi; sera. Obama rifiuta, ma i due pubblicano una dichiarazione congiunta con l’impegno a risolvere la crisi in maniera bipartisan. Il segretario al Tesoro Henri Paulson e il numero uno della Fed Ben Bernanke hanno esortato il Congresso a una rapida approvazione del progetto salva-finanza, così da ridare stabilità ai mercati, evitando “severe” conseguenze sull’economia.

Bernanke, davanti alla Camera, ha infatti spiegato che l’economia americana, nella seconda parte dell’anno crescerà ben al di sotto del proprio potenziale, anche perché il rallentamento dell’economia globale dovuto alla crisi frenerà le esportazioni Usa, che nei primi tre mesi avevano trainato la crescita.

“E’ giunto il momento di lavorare insieme, Democratici e Repubblicani, in uno spirito di cooperazione per il bene del popolo americano”: lo afferma una dichiarazione congiunta preparata dai loro stretti collaboratori e sottoposta all’approvazione di John McCain e Barack Obama, rispettivamente candidati alla Casa Bianca per il Partito Repubblicano e per quello Democratico.

Intanto i leader democratici del Congresso si dicono “ottimisti” sulla conclusione prossima di un accordo con l’amministrazione Bush sul piano salva-finanza. “Sono ottimista”, ha affermato il senatore Chris Dodd, precisando che questo “é un momento triste e tragico per il nostro paese, ma merita una risposta. Siamo veramente vicini” a un accordo, “ma non è ancora fatta: non ci siamo ancora, ma ci stiamo arrivando”. “Stiamo assumendo delle decisioni che avranno implicazioni per i prossimi decenni e questo richiede un’azione intelligente da parte del Congresso”, ha aggiunto Dodd.

Fra le aggiunte al piano presentato dal segretario al Tesoro Henry Paulson volute dai democratici ci sarebbero la “supervisione” delle attività di acquisto di asset non liquidi, più “trasparenza”, più “responsabilizzazione” del sistema finanziario e una necessaria limitazione degli stipendi dei super manager di Wall Street.