L’avversione al rischio aumenta l’appeal dei Treasury

31 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro la settimana è iniziata con tassi in leggero calo sulla parte decennale governativa e swap. Il tasso swap a 2 anni ha raggiunto la soglia del 2%, massimo dall’agosto 2009. In rialzo anche gli spread sui periferici, mentre i listini azionari hanno chiuso la sessione in calo.

Sul monetario continua il rialzo del tasso Euribor tre mesi, ai massimi da luglio 2009, e dell’Eonia swap di pari scadenza. Il tasso Eonia spot nel corso della scorsa settimana si è stabilizzato intorno all’1%, ossia lo stesso livello del tasso di riferimento della Bce, una indicazione che secondo alcuni commenti riportati oggi da Ft, viene letta da alcuni analisti come un primo sintomo di normalizzazione del mercato monetario.

Su questo punto sarà importante verificare se vi saranno dichiarazioni di Trichet dopo la riunione della Bce del prossimo giovedì. Secondo quanto riferito da Ft, i punti aperti del negoziato in corso tra esponenti Ue sarebbero i seguenti: 1) aumento del fondo di stabilità rendendo effettivi i 440Mld$ di dotazione attraverso versamenti cash dei paesi non AAA a fronte di un aumento delle garanzie dei paesi AAA; 2) revisione dei prestiti ad Irlanda e Grecia in modo da ridurne il costo allungandone i tempi di rimborso; 3) maggiore coordinamento tra i paesi del’area su tematiche come ad esempio il comparto pensionistico; 4) presa in considerazione di un pacchetto di aiuti per il Portogallo e di una linea di credito per la Spagna; 5) definizione di nuove regole di bilancio.

Reuters riporta indiscrezioni di un summit Ue straordinario per inizio marzo per discutere dell’euro e per fare pressioni su un pacchetto complessivo di riforme nell’area. Per le citate proposte difficilmente si arriverà ad un accordo già nel corso dell’incontro tra i leader europei del prossimo venerdì. Più verosimilmente l’incontro chiave potrebbe essere quello il 24 e 25 marzo a livello di ministri finanziari.

Il premier tedesco Merkel durante l’incontro a Davos ha esplicitato in modo più chiaro alcune richieste tedesche per il via libera ad un piano più strutturale sui temi del’area euro. Tra queste vi è l’accettazione da parte della Grecia della ristrutturazione del proprio debito, il veto tedesco su ogni trasferimento fiscale, come quelli goduti da Grecia ed Irlanda, e l’introduzione nella costituzione di ciascun paese membro di una regola del pareggio di bilancio così come fatto dalla Germania due anni fa.

La Germania inoltre chiederebbe ai propri partner politiche economiche più impegnative come l’abolizione dell’aumento automatico dei salari legati all’inflazione e l’introduzione dell’età pensionabile a 67 anni. Queste richieste servirebbero per far accettare ai tedeschi l’allargamento del fondo in vista delle elezioni regionali attese per quest’anno.

Negli Usa tassi di mercato in forte calo sia sulla parte a breve sia su quella a lunga in un contesto di forte calo per i listini azionari. L’accentuarsi delle tensione in Egitto ha, infatti, spinto gli operatori a rifugiarsi nei Treasury e ad alleggerire le posizioni in asset rischiosi.

I listini azionari hanno registrato il maggior calo giornaliero dall’agosto scorso, spinti al ribasso dal settore tecnologico e telecomunicazioni. Dal lato delle trimestrali, hanno deluso i conti di Ford del quarto trimestre con le azioni in calo di quasi il 14%. La prima lettura del Pil del quarto trimestre ha evidenziato una crescita del 3,2% t/t annualizzato, dal 2,6% del trimestre precedente. All’interno il contributo maggiore alla crescita è giunto dai consumi (+3,04%) e dalle esportazioni nette (+3,44%), con quest’ultime favorite dal deprezzamento del dollaro registratosi in corrispondenza dell’implementazione del “QE2” da parte della Fed. Hanno invece contributo negativamente le scorte (-3,7%).

Valute: il dollaro ha chiuso in marcato apprezzamento sulla scia delle tensioni in Egitto. Il cross non è riuscito a superare l’importante fascia di resistenza in area 1,37/1,3750 che rappresenta al momento l’ostacolo principale per un recupero di quota 1,4. Per la giornata odierna il supporto principale si colloca a quota 1,35/1,3550. Lieve apprezzamento dello yen durante la notte in scia ai guadagni registrati dalla valuta nipponica in chiusura di settimana. Verso euro la resistenza si colloca in area 114, supporto a quota 111/111,50.

Materie Prime: chiusura di settimana mista per le principali commodity. Positivi gli energetici, con il greggio Wti che venerdì ha chiuso in forte rialzo (+4,3%) a 89,4 $/b in seguito ai timori che la protesta egiziana possa espandersi ai paesi del Medio Oriente. Misti gli agricoli, con il caffè (+3,4%) ai massimi da 13 anni a causa della diminuzione delle scorte in Brasile e Colombia, principali produttori. Negativi, invece cotone (-2,7%), grano (-2,4%) e cacao (-2,4%). Chiudono in rialzo gli industriali. Chiusura positiva anche per i preziosi, con l’oro (+1,7%) a 1340,7 $/oncia.

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