L’ AVIARIA MANDA
KO RONCADIN

15 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – L’effetto aviaria manda al tappeto Roncadin, che ieri in Borsa ha perso il 4,26% a 0,359 euro con boom di volumi (oltre un milione di pezzi scambiati, cinque volte la media mensile). Ma a pagare dazio è stato anche il bond Arena, la holding che controlla Roncadin.

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L’obbligazione da 135 milioni di euro, che a inizio febbraio valeva 90 centesimi, è precipitata a quota 70. Una quotazione eloquente, che spesso – nella storia delle piccole e medie imprese italiane – ha preceduto una ristrutturazione (con allungamento della scadenza) del debito. Per quanto riguarda Arena, insomma, il messaggio lanciato dal mercato è chiaro: il rischio d’insolvenza sul bond che scadrà a giugno è aumentato molto negli ultimi giorni. In base alle quotazioni di ieri, se la società volesse emettere una nuova obbligazione dovrebbe pagare un rendimento del 133 per cento.

Alla luce di queste considerazioni, appare dunque meno probabile che la holding riesca a rimborsare l’obbligazione facendo affidamento soltanto su risorse proprie. «La plusvalenza realizzata grazie alla cessione della divisione gelati doveva contribuire a ripagare l’obbligazione – osserva una fonte vicina a Roncadin – Ma adesso, con l’aviaria, parte di essa rischia di essere bruciata con la gestione ordinaria». Arena si troverebbe dunque davanti a un bivio.

Potrebbe rivolgersi al sistema bancario, che tuttavia – alla luce dell’attuale crisi dell’industria aviaria e della particolare situazione del gruppo – potrebbe rivelarsi poco propenso a fornire un appoggio. Oppure, e questa appare l’ipotesi più plausibile, potrebbe scendere a patti con gli hedge fund, che hanno già in portafoglio partite consistenti del bond. «I fondi speculativi – conclude la fonte – potrebbero ricomprare parte dell’obbligazione quando scenderà a 60 centesimi e contestualmente entrare nel capitale della società».

Una cosa è comunque certa: la situazione è in piena evoluzione e la società sta lavorando alacremente sulla questione del bond. Una svolta, dopo il consiglio d’amministrazione che dovrebbe tenersi settimana prossima, arriverà a breve. Al massimo entro l’inizio di marzo.

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