L’ AUTO FINISCE
IN BANCA
(ANCHE IN USA)

20 Aprile 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – La General Motors, la casa americana che doveva salvare la Fiat, ha presentato un bilancio del primo trimestre in profondo rosso. La perdita di 1,1 miliardi di dollari contrasta con la previsione di Rick Wagoner secondo cui si sarebbe raggiunto il pareggio o quasi pareggio. C’è pure un’analogia con la Fiat che fa tanto pensare: il rosso deriva tutto dal settore auto, che ha perso nel trimestre 1,98 miliardi (in pratica due miliardi). E la quota maggiore del risultato negativo nel settore è sul mercato domestico, dove tocca 1,56 miliardi. Un risultato così brutto non s’era verificato dal 1992, in cui la grande casa sfiorò il fallimento.

Ora non si sa che cosa accadrà di Gm, che mantiene ancora il primato di essere la maggiore del mondo, in numero di veicoli prodotti, ma non sembra in grado di venderli a un prezzo remunerativo. I costi sono resi estremamente elevati dall’eccesso di capacità produttiva non utilizzata. E le politiche per forzare le vendite di modelli considerati troppo vecchi possono essere attuate solo con sconti sui prezzi; altrimenti la gente continuerà a comprare marche come la Toyota. Ma gli sconti generano perdite.

Per uscire dal dilemma, Gm avrebbe bisogno di nuovi modelli. Ma da poco ha sospeso il lancio della vettura Zeta, perché non è in grado di sostenere i costi dell’operazione. Il fatto è che Wagoner, mentre dovrebbe dedicarsi ai modelli già approntati e bisognosi di lancio, deve anche occuparsi degli elevati e crescenti costi per l’assistenza sanitaria al personale. Il sindacato è, su questo, irremovibile. Ma il taglio delle spese di investimento nelle nuove auto, per destinare le somme alla maggiore spesa sanitaria, rende precario il futuro di Gm.

Alcuni analisti scrivono che la Gm non può pensare di trasformarsi da fabbrica di auto, in grande azienda sanitaria. Il problema finanziario si complica, in quanto, accanto alle spese crescenti per la sanità e al fabbisogno per i nuovi modelli, vi è anche quello per il ripiano delle perdite. Il rating di Gm è già al limite. Rasenta quello dei titoli spazzatura. Il problema è sempre meno di Wagoner e sempre più delle banche creditrici. L’auto, anche negli Usa, finisce in banca.

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