L’Asia congela la politica monetaria ma la Cina è bollente

9 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Tassi di interesse fermi in Asia, come ampiamente atteso. La politica monetaria delle banche centrali viene calibrata sui rischi relativi alla crescita globale, derivanti anche dalla crisi che impazza in Europa, e sulle dinamiche dell’inflazione. La banca centrale coreana e quella neozelandese hanno lasciato fermo il costo del denaro, come previsto, ma un rialzo a sorpresa dei tassi di interesse potrebbe essere annunciato dalla Cina durante il prossimo week-end. La banca popolare cinese ha infatti anticipato la pubblicazione dei dati sull’inflazione a sabato, mentre rumors di mercato continuano a pronosticare un’ulteriore impennata dei prezzi ed una manovra di raffreddamento da parte di Pechino. In Corea, la banca centrale ha mantenuto il costo del denaro al 2,5%, considerando i rischi relativi alla crisi del debito europea ed il rallentamento registrato di recente dall’inflazione. Un atteggiamento attendista è stato assunto anche dalla Nuova Zelanda, dove la banca centrale ha mantenuto i tassi di interesse fermi al 3%, esprimendo un atteggiamento più cauto rispetto a futuri aumenti del costo del denaro.