L’Antitrust invoca a gran voce le liberalizzazioni

15 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – L’Europa e L’Italia sono in crisi, ma non è sulle scelte miopi dei Governi che si può costruire una ripresa, bensì nell’accelerazione del processo di integrazione e liberalizzazione. Così Antonio Catricalà, Presidnete dell’Abtitrust apre la relaziuone annuale sull’attività dell’Autorità garante dlela concorrenza. La lotta alla miopia come ausilio contro gli effetti della globalizzazione “Gli eventi di queste ultime settimane ci hanno dimostrato che il superamento delle visioni ristrette – cui il Governo italiano sta fattivamente contribuendo – è l’unica opzione per contrastare gli effetti negativi della globalizzazione”, ha detto Catricalà, sottoliineando come il processo di liberalizzazione in Italia sia stato in passato altalenante e contraddittorio. “Noi abbiamo il dovere di segnalare che non possiamo più pagare il prezzo di politiche anticompetitive” ha detto Catricalà, ricordando che dal 2000 l’Italia patisce tassi di crescita del PIL inferiori a quelli della media dei Paesi OCSE e UE. Ben venga volontà Governo di riformare libertà impresa Catricalà ha poi ricordato che l’Autorità negli ultimi mesi aveva denunciato che la primavera delle liberalizzazioni si era prematuramente interrotta e il percorso riformatore procedeva con eccessiva lentezza. E’ per questo motivo che il Presidente dell’Antitrust accoglie con favore le recenti dichiarazioni del Governo sulla volontà di aprire una nuova stagione di liberalizzazioni. “Ben vengano le riforme costituzionali utili al fine. Condividiamo la necessità di anticiparne gli effetti con legge ordinaria, che garantisca a chiunque il diritto di intraprendere senza oneri burocratici. Catricalà segnala che c’è anche l’urgenza di consentire alle nuove imprese e a quelle già esistenti di crescere e produrre ricchezza. Va quindi riformato il contesto di mercato oggi ostile al pieno esercizio dell’iniziativa economica. Lo strumento c’è, le idee non mancano, occorre tradurle senza ulteriore indugio in norme e fatti concreti.