L’America rischia la tripla A: colpa degli sgravi fiscali

14 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

MACROECONOMIA

In Usa, secondo l’agenzia di rating Moody’s il nuovo pacchetto del governo statunitense per sgravi fiscali e sussidi ai disoccupati aumenta la probabilità di un peggioramento dell’outlook sul rating sovrano degli Stati Uniti (pari alla tripla A) nei prossimi due anni. Secondo l’agenzia, gli effetti negativi delle nuove misure fiscali sul bilancio statunitense sorpasseranno, probabilmente, le ricadute positive attese sul tasso di crescita del paese.

In Giappone, la produzione industriale si è contratta del 2% in ottobre, secondo il dato rivisto pubblicato questa mattina, contro il -1,8% della lettura preliminare e il -1,6% di settembre, facendo segnare la quinta flessione mensile consecutiva, spiegabile soprattutto con il raffreddamentodella domanda internazionale. L’indice di utilizzazione della capacità produttiva scende di 2,3 pts dall’85,3% di settembre. Sul fronte macroeconomico il dato principale della giornata è rappresentato dall’indice Zew tedesco di dicembre. L’indice di fiducia degli investitori tedeschi è visto in ulteriore rialzo, a 4 pts, dopo il robusto dato di 1,8 pts di novembre.

Questa sera in Usa è attesa la riunione del Comitato di polica monetaria della Fed. Scontato un nulla di fatto in materia di tassi, la banca centrale Usa sarà chiamata a valutare, nell’ultimo incontro dell’anno, gli effetti della politica di allentamento quantitativo annunciatanel precedente meeting, in particolare il marcato rialzo dei rendimenti sui Tresury, forse la conseguenza più vistosa ed indesiderata della recente spinta espansiva.

EUROPA

Le borse europee potrebbero essere soggette a generalizzate prese di beneficio dopo i guadagni dei giorni scorsi, con il Dax di Francoforte che ha toccato ieri i nuovi massimi dal giugno 2008 a ridosso dei 7.050 pts.

Tra i principali temi di interesse, focus sui titoli minerari, in granspolvero ieri sulla scia dei rialzi dei prezzi delle materie prime. In particolare il rame ha toccato i massimi di sempre dopo i dati incoraggianti provenienti dalla Cina, principale consumatore.

Fari puntati anche sul mercato dell’auto dopo la diffusione ieri dei dati relativi alle immatricolazioni di auto nell’Europa Occidentale (Ue a 15 più Svizzera), che a novembre sono risultate in calo dell’8,3% su anno, secondo le stime di Global Insight. Sempre a novembre la quota del gruppo Fiat Automobiles è scesa al 6,9% dall’8,3% dello scorso anno, quando erano ancora in vigore gli incentivi alla rottamazione, mentre tra gennaio e novembre il gruppo Fiat si attesta al 7,8% del mercato dall’8,8% dello scorso anno.

PIAZZA AFFARI

Attenzione rivolta oggi ad Edison, che in un comunicato ha smentito le ipotesi di stampa relative ad un possibile aumento di capitale. Il titolo non sembra avere tuttavia beneficiato della notizia, visto che ieri ha ceduto oltre il 6%, penalizzato anche dalle dichiarazioni del presidente Giuliano Zuccoli sul fatto che il dialogo tra A2A ed Edf sul riassetto di Edison in vista della scadenza dei patti parasociali a settembre 2011 starebbe andando a rilento e potrebbe esserci una proroga di un anno.

Occhi puntati anche alla multiutility Iren, che vede nel piano industriale al 2015 il raggiungimento di un margine operativo lordo di EUR1,0 mld, con una crescita media annua di oltre il 10%.

Focus infine su Eurotech, in buon rialzo ieri dopo che la società ha siglato un accordo di solution technology integrator con Cisco System.

Fiat (EUR14,62): aprirà un nuovo stabilimento nello stato brasiliano di Pernambuco capace di produrre 200.000 veicoli l’anno, secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa ieri sera tardi. Lo stabilimento dovrebbe essere pronto in tre anni e produrrà un nuovo modelloancora in fase di sviluppo. Un annuncio ufficiale verrà fatto oggi. Secondo una fonte vicina alla vicenda, Fiat investirà nel nuovostabilimento tra i 3 e i 5 mld di reais (USD1,77-2,94 mld, EUR1,32-2,19 mld).

Generali (EUR15,10):il comitato esecutivo ha designato all’unanimità Paolo Vagnone come country manager per l’Italia e il Cda del 16 completerà l’iter di nomina.

CAMBI E COMMODITIES

Movimenti limitati questa mattina sul mercato valutario, con l’euro che tuttavia tiene sui massimi del mese sopra la soglia di 1,34, dopo il netto movimento di apprezzamento registrato ieri. Secondo gli operatori i forti acquisti sulla valuta unica, provenienti tra l’altro anche dalle banche centrali asiatiche, stanno sovrastando le vendite, ad opera principalmente degli hedge fund.

Sul fronte delle commodities, prezzi petroliferi poco variati nelle contrattazioni asiatiche, con gli operatori sempre molto attenti a valutare ogni possibile sviluppo di politica monetaria in Cina, dove la domanda di greggio continua a salire.

TREASURY

Treasuries poco variati questa mattina dopo la seduta di ieri caratterizzata dai forti movimenti: prima una marcata flessione dei governativi Usa con rendimenti a nuovi massimi semestrali, poi, nella seconda parte, il rimbalzo.

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