L’AMERICA RISCHIA DI FAR CADERE IL MONDO IN UNA FASE DI DEPRESSIONE

17 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Con il loro piano di salvataggio gli Stati Uniti rischiano di far cadere il mondo in una fase di depressione, privando di capitali ale aziende sane per offrirli in mano a degli incompetenti. Lo ha detto l’esperto investitore americano, Jim Rogers, autore di libri di successo, tra cui “Investment Biker” e “Adventure Capitalist”.

“Gli Stati Uniti stanno prelevando degli asset da persone competenti per darli a persone incompetenti” Rogers, presidente di Rogers Holdings. “Questa si chiama cattiva economia”.

Il governo statunitense dovrebbe lasciare fallire il colosso assicurativo American International Group, la cui perdita nel quarto trimestre e’ stata la peggiore nella storia americana, ha detto Rogers nel corso di un’intervista concessa martedi’. A ottobre il Congresso ha approvato un pacchetto di misure da $700 miliardi per salvare le banche in crisi, e l’amministrazione del presidente Barack Obama ha lasciato intendere che potrebbero servire altri $750 miliardi.

Secondo Rogers gli Stati Uniti stanno ripetendo gli stessi errori commessi dal Giappone negli anni novanta, e salvando le societa’ di servizi finanziari che dovrebbero essere lasciate fallire rischiano di creare delle “banche zombie”.

Sinora AIG ha ricevuto $173 miliardi in aiuti governativi e ha accontonato $1 miliardo in trattenute per circa 4600 dei suoi 116000 impiegati in modo che non lascino la societa’.

Questa settimana il Tesoro ha intenzione di offrire i dettagli del piano da $1000 miliardi studiato per rilevare gli asset tossici dai bilanci delle banche. Nel frattempo, sempre in settimana, la Federal Reserve dovrebbe annunciare l’inizio della prima fase di un piano da $1000 miliardi pensato per far ripartire il mercato del credito al consumo e alle aziende.

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In futuro i prezzi del petrolio potrebbero salire su livelli record a causa dell’esaurimento delle scorte e della mancanza di nuove scoperte di terreni ricchi di greggio. A luglio le quotazioni dell’oro nero hanno toccato punte record di $147.27 al barile, mentre al momento scambiano a $46.98.

“Le scorte di petrolio stanno diminuendo in tutto il mondo – dice Rogers – percio’ i prezzi sono destinati a diventare molto, molto piu’ alti. Non so se i prezzi saliranno su livelli record nei prossimi tre o cinque anni. Non so quando, ma so che accadra’”.

La gente dovrebbe dunque prepararsi a nuovi livelli record di inflazione, con i governi che stanno stampando nuovo denaro nel tentativo di rilanciare le economie in difficolta’, in un periodo in cui l’offerta di materie prime e’ sotto pressione.

E’ inutile chiedere un ritorno ad un sistema monetario basato sul “gold standard”, nel quale la base monetaria e’ data da una quantita’ fissata di oro, perche’ questo “non risolvera’ i nostri problemi”, ha concluso.

(Fonte: Bloomberg)