L’AMERICA
TORNA A CRESCERE

13 Aprile 2003, di Redazione Wall Street Italia

Il G7, nella sua riunione a Washington, pur nella complessità dei problemi delle economie dei paesi industrializzati, ha lanciato una nota di ottimismo: ci sarà la ripresa, che si irrobustirà nella seconda parte dell’anno.

Le previsioni sono migliori per gli Usa, che, su base annua, avranno una crescita del 2,3 per cento. In Europa invece sarà di poco sopra all’1 per cento, perché sarà influenzata negativamente dall’economia tedesca, ormai considerata, in rapporto al Pil, quasi l’ultima ruota del carro.

Dai primi dell’anno sino a febbraio, a causa del clima di incertezza legato alla situazione irachena, le stime erano state via via più pessimistiche.

E anche dopo la prima settimana del conflitto, quando si era diffusa la previsione di una guerra lunga, la visuale sul futuro andava dal nero al grigio.

Adesso tornano le speranze di crescita, anche se gli operatori tedeschi sono frustrati dalla posizione del loro governo che, in vista dei contratti per la rinascita economica dell’Iraq (60 miliardi di dollari in tre anni), li ha collocati in una condizione di svantaggio.

Il dato più importante è l’inversione di tendenza nell’economia degli Stati Uniti che, nel primo bimestre, ha corso il rischio di una vera recessione, con sintomi giapponesi: consumatori che non spendevano per timore del futuro; imprese che, nonostante il bassissimo tasso di interesse, non investivano; prezzi che calavano a causa delle tante scorte accumulate nei magazzini.

Venerdi’, mentre il G7 emanava i suoi rassicuranti comunicati, sono venuti fuori anche i dati sul comportamento tenuto in marzo dai consumatori americani. Dati che smentiscono la tesi per cui la stagnazione economica fosse dovuta alla paura della guerra. La paralisi invece era dovuta alla lunga incertezza legata anche agli inconcludenti dibattiti all’Onu.

Infatti, appena è cominciata la guerra, i compratori americani hanno cominciato ad acquistare auto e altri beni durevoli. Tanto che le vendite al minuto hanno avuto un incremento del 2,1 per cento, dopo la diminuzione dell’1,1 in febbraio.

Prevedevano che il conflitto avrebbe risolto i dubbi. E così è accaduto. Mai sottovalutare il fiuto dell’uomo della strada.

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