L’AGRICOLTURA TEME L’EURO TROPPO FORTE

18 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

– (9Colonne) – Roma, 18 apr – Il continuo rafforzamento dell’euro sulle monete mondiali, a cominciare dal dollaro, mette in serio affanno le nostre esportazioni agricole e alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori all’indomani della diffusione dei dati relativi agli scambi commerciali del nostro Paese, il cui saldo ha segnato nello scorso mese di febbraio un disavanzo di 1.832 milioni di euro. E’ questo – commenta la Cia – un campanello di allarme che indica chiaramente come “la sola politica monetaria non è sufficiente allo sviluppo e al benessere dell’Italia, ma anche dell’intera Europa, se non viene accompagnata da una altrettanto attenta politica economica che consenta un effettivo rilancio della competitività sui mercati internazionali”. Discorso che interessa in modo particolare le nostre produzioni agroalimentari tipiche e di qualità. “Non siamo ancora in una fase difficile, né alla crisi, ma – avverte la Cia – non si può neppure non intervenire per stabilizzare e rilanciare l’internazionalizzazione delle imprese italiane che hanno investito sull’export dei nostri ‘gioielli’ agricoli, creando lavoro e ricchezza nel Paese e cultura alimentare all’estero”. “Comunque, per ora la situazione complessiva – rimarcano gli agricoltori – non è drammatica, grazie anche al bilanciamento tra l’aumento delle esportazioni verso i paesi europei e la diminuzione di quelle verso i paesi terzi. Tuttavia, senza i necessari interventi l’orizzonte dell’export potrebbe vedere un ulteriore peggioramento che sommato al contemporaneo aumento dell’import di prodotti alimentari, causerebbe un danno per l’intera economia nazionale, specie in un momento in cui si intravedono segnali di risveglio”.