Kamikaze in Bulgaria di origine caucasica: Israele incolpa l’Iran

19 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – L’attentato in Siria che ha fatto 3 vittime tra gli alti funzionari del regime di al-Assad e’ sulla bocca di tutti e ha spinto persino il taciturno Ban ki Moon, leader dell’Onu, a intervenire. Ma la miccia che potrebbe mandare in frantumi la delicata stabilita’ internazionale tra occidente e medioriente e’ la bomba in Bulgaria.

Un uomo con una patente americana falsificata – probabilmente bianco, biondo di origine caucasiche e vestito come un turista (VEDI VIDEO SOTTO) – si e’ fatto saltare in aria vicino a un autobus pieno di turisti israeliani. Il governo di Tel Aviv ha immediatamente puntato il dito contro Hezbollah, movimento politico sciita libanese dotato di braccio armato, e l’Iran. Sottolineando che non tardera’ ad usare la forza per punire i colpevoli.

L’ambasciata iraniana ha respinto le “accuse volte dallo Stato sionista”.

Ma il folle atto omicida ha esacerbato le tensioni internazionali e ora rischia di causare eventi a catena senza precedenti. Non e’ un segreto che Israele cerca da tempo una scusa per attaccare i siti nucleari iraniani, prima che Teheran entri in mano dell’arma atomica, evento che si stima possa verificarsi entro il 2014.

L’attentato a Burgas, città sul Mar Nero, ha provocato otto morti e decine di feriti. Secondo il governo di Sofia e’ stato compiuto con tutta probabilita’ da un attentatore suicida. A dirlo e’ stato il ministro dell’Interno bulgaro Tsvetan Tsvetanov: “Abbiamo identificato un attentatore suicida in questo attentato. Questa persona aveva con sé una patente statunitense falsa”, ha detto ai giornalisti all’aeroporto di Burgas.

Secondo il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, pero’, dietro l’attentato ci sarebbe la mano del gruppo libanese Hezbollah, appoggiato dall’Iran. “Gli esecutori fanno parte di Hezbollah, che hanno chiaramente il costante appoggio iraniano”, ha detto Barak puntando l’indice contro il movimento sciita con base in Libano alleato di Siria e Iran.

I turisti vittima dell’attacco erano arrivati su un volo charter da Israele ed attendevano su un bus nel parcheggio dell’aeroporto di Burgas, sul Mar Nero, quando c’è stata l’esplosione. Alcune ore dopo l’attentato, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aveva immediatamente attribuito l’attacco a Teheran.