Juncker: vogliamo Grecia nell’Unione, ma non a tutti i costi

3 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione odierna si è aperta con un rialzo degli spread periferici ed in particolare di quello italiano che ha toccato un nuovo massimo a 460 pb, superando i 500 pb sul due anni. I tassi biennali tedeschi sono nuovamente tornati in prossimità dei minimi storici prossimi allo 0,40%.

A pesare sui mercati è l’attesa della riunione del G-20 che inizierà oggi e si concluderà domani, oltre che la decisione della Germania e della Francia di non concedere ad Atene la tranche da 8 Mld€ fino a dopo il referendum annunciato dal primo ministro greco Papandreou che, in base alla legislazione greca, richiede l’approvazione del parlamento. La cancelliera Merkel ha sottolineato che il referendum dovrà vertere sulla permanenza o meno della Grecia nell’area.

Si tratta di un elemento non trascurabile in quanto, stando agli ultimi sondaggi, il voto sarebbe favorevole se il quesito del referendum fosse inerente alla permanenza, di segno opposto se invece avesse come oggetto il secondo piano di aiuti.

Il ministro delle finanze greco, Venizelos, si è mostrato però contrario ad un referendum sull’euro. Ricordiamo che domani in Grecia è atteso il voto di fiducia al governo Papandreou.

Il capo dell’eurogruppo Juncker, in un’intervista riportata da Bloomberg, ha dichiarato che i paesi dell’area Euro vorrebbero che la Grecia rimanesse nell’area, ma non a tutti i costi.

Intanto, come riporta il Wsj, il premier cinese Hu Jintao ha reso noto che prima di investire in area Euro saranno necessari maggiori dettagli e chiarezza sul piano dell’area.

Ieri il consiglio dei ministri italiano straordinario ha lavorato per definire un pacchetto di misure mediante un emendamento alla legge di stabilità, che comprende dismissioni, piano Sud, liberalizzazioni, aiuto alla capitalizzazione delle imprese e sgravi fiscali per i privati che investono in infrastrutture.

Oggi è attesa la riunione della Bce presieduta per la prima volta da Draghi da cui non sono attesi movimenti sui tassi.

Oggi è attesa l’emissione di bond spagnoli per 3,5-4,5 Mld€ e francesi per 6-7 Mld€.

Negli Usa tassi di mercato stabili a fronte di listini azionari in rialzo, sostenuti soprattutto dalle parole del presidente della Fed che, nella conferenza stampa successiva all’incontro di politica monetaria, ha dichiarato che la Fed è disponibile ad ulteriori azioni rappresentate da un eventuale ulteriore piano di acquisto di titoli di stato e di titoli aventi come sottostante i mutui (i cosiddetti Mbs).

Su quest’ultimo punto (ipotesi di acquisto di Mbs) Bernanke si è particolarmente soffermato, definendolo, data l’importanza del settore immobiliare per l’economia Usa.

La maggiore inclinazione della Fed ad ulteriori misure è stata segnalata anche dal fatto che la riunione si è chiusa con un solo membro dissenziente, Evans, favorevole all’implementazione di ulteriori manovre espansive già nell’incontro di ieri. Lo stesso Bernanke ha tenuto a precisare che l’impegno a mantenere i tassi su livelli contenuti fa riferimento ad “almeno la metà del 2013”, implicando pertanto la possibilità di estensione di tale periodo temporale oltre la data indicata.

Il presidente della Fed si è dimostrato particolarmente preoccupato dalla permanenza della disoccupazione su livelli troppo elevati. La stessa Fed ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita del Pil del 2012, rivedendo in senso opposto quelle sulla disoccupazione.

Oggi l’attenzione, oltre che sugli sviluppi in area Euro, sarà anche sull’indice Ism del comparto non manifatturiero di ottobre, in attesa degli importanti dati sul mercato del lavoro in pubblicazione domani.

Valute: questa notte si è assistito ad un deprezzamento dell’euro vs dollaro sulla scia delle notizie relative al referendum greco, parzialmente rientrato dopo l’apertura dei mercati europei. Il cross trova il livello di supporto più vicino presso area 1,36, resistenza a 1,38.

Oggi i numerosi eventi della giornata quali, ad esempio, la prima conferenza stampa di Draghi o dichiarazioni di leader di paesi che partecipano al G20 a Cannes, potrebbero portare una certa volatilità.

L’euro si è deprezzato anche verso yen in una giornata caratterizzata dalla chiusura dei mercati nipponici per festività. Supporto più vicino a 106,50. Il dollaro/yen continua a stazionare presso area 78. Yuan cinese in prossimità del record da 17 anni vs dollaro. Secondo una fonte anonima citata da Bloomberg, al G20 si potrebbe discutere della necessità di una maggiore flessibilità dello yuan.

Materie Prime: giornata positiva per i metalli preziosi guidati dall’argento (+3,7%). Positivi anche i metalli industriali ad eccezione del nichel (-0,1%). Andamento misto tra gli energetici con il rialzo del greggio Wti (+0,4%) ed il calo di Brent (-0,2%) e gas naturale (-0,9%).

Misti gli agricoli con il rialzo del cacao (+2,5%) ed il calo del mais (-1,4%). Questa mattina il Brent è pressoché invariato a 109$/barile, l’oro intorno poche oltre i 1730$/oncia.

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