JP Morgan umiliata: ricoperta di insulti su Twitter

15 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nel giro di qualche ora la banca JP Morgan, che ha aiutato Twitter a quotarsi in Borsa, si è vista costretta a cancellare l’iniziativa di sessione domanda e risposta lanciata sul social media. Il motivo è molto semplice: per evitare un’ulteriore umiliazione pubblica.

Con l’ashtag #askjpm l’istituto di credito voleva avvicinarsi alla comunità del popolare microblogging chiedendo agli utenti di porre domande al vice presidente Jimmy Lee per ricevere consigli sulla propria carriera o percorso professionale.

Ma l’iniziativa si è rivelata un boomerang, con l’immagine già scalfita della banca dopo gli effetti nefasti della crisi subprime e lo scandalo dela Balena di Londra, che ne è uscita compromessa. Le accuse rivolte ai manager della banca non sono una novità, ma il mezzo Twitter le carica di una cattiveria e rabbia insolita.

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Il successo del microblogging deriva principalmente da una qualità: consente di tagliare i ponti tra americani e banchieri.

Il fatto che i responsabili della crisi finanziaria l’abbiano scampata restando in libertà e continuando a fare il proprio lavoro è difficile da accettare per Danielle (@DDSayWhat), che chiede sarcastica: “Quanti soldi ci vogliono per restare fuori dal carcere?”, chiede sarcastica.

“I pianti e le urla dei bambini che avete reso senzatetto e affamati vi tiene svegli la notte, banksters (neologismo nato dalla fusione tra le parole banchieri e gangster, NdR)???”, dice Chuck Wass, @hcwcars.

Schoun (@Schoun) si domanda se “ci si sente meglio a pagare la più grossa multa della storia, o la soddisfazione per il crimine commesso supera l’ammontare della multa?”.

Dopo un’ondata di messaggi di questo tipo e con questi toni, la banca ha inviato un tweet laconico in cui dice che la sessione Q&A da domani è cancellata.

L’iniziativa #askjpm – che ha registrato un balzo del tasso di partecipazione del +115% in un’ora sola a metà mattinata – è stata a dir poco una cattiva idea, come ha sintetizzato bene Tim Russo (@TimRussoCLE): “Siete veramente così stupidi o vi siete semplicemente dimenticati che il mondo intero vi maledice e vi vorrebbe vedere in prigione?”.

L’anno scorso lo Stato di New York ha intentato una causa civile contro la banca, chiedendo la restituzione di tutte le commissioni e i guadagni ottenuti dalla vendita dei mutui subprime cartolarizzati e prodotti finanziari deriati simili, oltre agli interessi e a una compensazione.

Punire le banche chiedendo sacrifici pecuniari potrebbe avere un impatto negativo sui mercati finanziari. Ma così non sarebbe se venissero puniti civilmente o penalmente i manager responsabili della crisi più grave dai tempi della Grande Depressione.

Per stessa ammissione di un giudice della Corte americana è anche colpa dei politici a Washington se la giustizia dal 2007 a oggi non ha potuto mettere in cella i banchieri che lo avrebbero meritato.

Per contattare l’autore Tweet @neroarcobaleno; daniele@wallstreetitalia