JP Morgan: cosa accade se trionfa Le Pen

28 Marzo 2017, di Mariangela Tessa

Un vero e proprio bagno di sangue per l’azionario del Vecchio Continente con perdite potenziali fino al 20 per cento. È una delle previsioni catastrofiche dell’ufficio stampa di JP Morgan elaborate in vista di una vittoria nelle elezioni francesi del candidato di estrema destra, ovvero la leader del Front National, Marine Le Pen.

In una nota odierna, la banca d’affari americana stima inoltre, sempre in uno scenario del genere, una potenziale revisione al ribasso del 10% delle proiezioni sugli utili della società quotate rispetto al loro scenario base. Ma non solo. La vittoria di Le Pen, potrebbe inoltre far scivolare l’euro sotto la parità con il dollaro a $0,98 contro $1,08 attuali e a fronte di quota $1,15 stimato nel caso di vittoria di Francois Macron o Emmanuel Fillon.

In quest’ultimo caso, JP Morgan evidenzia uno scenario opposto, ovvero un rally del mercato favorito da “riduzione delle tasse e della spesa pubblica”, entrambi piani nell’agenda dei due candidati.

Va detto che JP Morgan vede la vittoria di Le Pen come imprababile, anche se non da escludere. Un sua possibile vittoria avrebbe gli stessi effetto che ha avuto sui mercato il raggiungimento del picco della crisi dei debiti sovrani nella zona euro, durante il biennio 2011-2012.

Secondo l’ultimo sondaggio Ipsos Sopra Steria, diffuso ieri, Marine Le Pen supererebbe di una lunghezza Emmanuel Macron al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, con il 25% e il 24% rispettivamente, mentre Francois Fillon resterebbe staccato al 18%. Dietro al trio di testa i francesi metterebbero Jean-Luc Mélenchon (14%), Benoît Hamon (12%) e Nicolas Dupont-Aignan (3,5%). Gli altri candidati raccoglierebbero al massimo un risultato intorno all’uno per cento, in base al sondaggio realizzato per France Télévisions e Radio France. 

Al secondo turno, sempre stando ai sondaggi, sui quali è meglio non fare troppo affidamento dopo le sorprese Brexit e Trump, il centrista Macron stravincerebbe sulla candidata di estrema destra: 62% a 38%. Anche Fillon, coinvolto in uno scandalo sui presunti impieghi fittizi di moglie e figli in Parlamento che gli è valso l’accusa di appropriazione indebita, la spunterebbe ma con un margine di vantaggio più striminzito.