Jim Rogers boccia la Consob: “Causeranno il crollo delle banche”

11 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Londra – Piovono critiche alla Consob da parte del guru, investitore miliardario di Wall Street, Jim Rogers. L’attacco si riferisce all’obbligo, in vigore da oggi, di comunicare le posizioni ribassiste rilevanti sui titoli azionari negoziati sui mercati italiani regolamentati.

“Non hanno capito come funziona il mercato. Non mi crea problemi che le persone sappiano quello su cui sono corto, ma il vero problema è che le persone diranno: “ehi, sai che lui è corto su queste banche. Lui è uno molto intelligente, mi sa che vendo anche io”. Questo porterà inevitabilmente a una spirale con gli investitori che declasseranno completamente i titoli bancari”, ha detto Rogers durante un’intervista alla CNBC.

“Questi ragazzi (la Consob) non hanno nessuna idea su quello che stanno facendo e per questo lavorano per il governo e non per il mondo reale”.

Intanto Mohamed El-Erian, CEO di PIMCO, il fondo di investimento più grande al mondo, chiama gli investitori a tenere un occhio sempre più vigile sulla situazione. Rispetto ai tre paesi che hanno già fatto ricorso ad aiuti, l’Italia ha un’economia molto più grande e occupa un ruolo vitale nell’euro-zona. I timori sull’Italia giocherebbero un ruolo nettamente superiore rispetto al problema Grecia. Il fallimento principale tuttavia, rimane la confusione tra i politici europei sulla Grecia, ragione principale per cui i problemi si stanno allargando. Infatti, anche se l’Italia ha un debito enorme, le scadenze sono ancora lontane e non c’è un problema imminente.

Si esprimono sull’idea della Consob anche alcuni analisti italiani, che danno un giudizio meno severo rispetto a quello di Rogers. Intervistato da Class Cnbc Marco Valli, analista di Unicredit, sottolinea che “è ovvio che la Consob abbia fatto bene, visto che l’Italia sotto questo punto di vista- ovvero in materia di regole sulla trasparenza – non era allineata al resto dell’Europa. Ma il vero aiuto, visto che i mercati temono il debito pubblico italiano, deve arrivare dall’interno, ovvero dal governo, con l’adozione di riforme strutturali. Una buona sorpresa per i mercati sarebbe se il governo decidesse di intavolare discussioni per favorire la crescita dell’Italia. Ma al momento, in mancanza di queste indicazioni, il mercato è scettico sul fatto che il debito italiano sarà sotto controllo.

Dice la sua anche Se3rgio Pigoli, di Pigoli Consulenza: “Ben venga la decisione della Consob, ma la Commissione ci avrebbe dovuto pensare prima, anche mesi fa. L’intervento dell’istituto è di fatto tardivo”.