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Italie e Ue in pericolo: serve l’intesa su Doha

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“Senza un accordo sull’agenda di Doha della Wto, il sistema commerciale internazionale andrebbe incontro a una fase di pericolosa instabilità”. E’ l’sos che emerge dal rapporto 2005-2006 dell’Ice (Istituto per il commercio estero), presentato ieri, che mette in guardia dal moltiplicarsi di iniziative bilaterali, innescate dagli Stati Uniti e che si sono diffuse rapidamente anche in Asia. Una sorta di contagio che pone problemi rilevanti per il sistema multilaterale non discriminatorio, e per le imprese, costrette a districarsi in un groviglio di tariffe, preferenze e regole di origine differenziale. “Se non si trova una accordo in ambito Wto, e si perde quanto già negoziato – spiega il ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino – per l’Europa e per l’Italia sarà molto complicato in termini economici”. “Attualmente – spiega la Bonino – il nodo è il blocco americano sui sussidi agricoli, legato anche alla fase pre-elettorale dell’amministrazione Usa. Ed èchiaro che se non c’è un passo da parte americana tutti si bloccano sulle loro posizioni. Ma dal G8 a San Pietroburgo sembrano essere uscite alcune aperture, e la richiesta, accettata dal direttore generale della Wto, Pascal Lamy, di andare avanti con il negoziato ancora un altro mese”. “Il consiglio Affari generali ha autorizzato una riunione del Consiglio dei ministri europei del Commercio che si dovrebbe tenere attorno a Ferragosto a Ginevra. Ne sapremo di pià tra qualche giorno, ma visto che Lamy ha accettato un mese in più per le trattative, qualcosa si muove”. Bonino, comunque, giudica fondamentale, per l’Italia e per l’Europa, giungere a un’intesa, anche se rimangono alcuni punti aperti. Diversamente, infatti a causa della regola del single-undertaking (prendi tutto o stai fuori), “tutto quello che si è già negoziato si perderebbe”. “E perdere il già negoziato, il già siglato, è davvero molto complicato in termini economici”.