ITALIANI VERSO APPIATTIMENTO DEL GUSTO

30 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Verona, 30 mar – Colori intensi, aromi potenti e sempre più floreali, sempre meno amaro e grande ricerca di morbidezza. Queste sono le tendenze del gusto moderno che emerge da una ricerca del Centro Studi Assaggiatori presentata a Vinitaly durante l’apertura dell’anno accademico dell’International Academy of Sensory Analysis. La tendenza generale, tranne che in casi particolari, è verso l’appiattimento del gusto: amari meno amari, caffè meno tostato, birra meno amara. “Nel settore alimentare stiamo vivendo l’era del tatto”, ha affermato Manuela Violoni, responsabile della ricerca e sviluppo del Centro Studi Assaggiatori che dal 1990 analizza decine di prodotti all’anno. “Dagli alimenti si vogliono sensazioni sempre più tattili perché ci si vuole sentire rassicurati, il tatto infatti è proprio il senso dell’affetto”. Come sono gli italiani? “Durante l’assaggio sono un po’ timorosi e cercano una conferma di quello che sentono” ha spiegato Luigi Odello, presidente del Centro, “però poi vogliono anche essere indipendenti e decidere cosa mangiare e bere, fare esperienze sensoriali nuove ed emozionanti, insomma sono un po’ schizofrenici”. Questo quanto emerge da una ricerca svolta su 409 casi attraverso uno dei più accreditati test della personalità. L’educazione al gusto è comunque in Italia ancora un obiettivo lontano. Per Roberto Zironi, ordinario di Industrie alimentari all’Università di Udine “sin dallo svezzamento dei neonati gli si propongono pappine energetiche e monosensoriali. Poi la pubblicità e le mense scolastiche completano l’opera con cibi dai gusti forti e decisi su una base grassa. E nella maturità ecco i gusti preconfezionati da qualche movimento di opinione”. Gli italiani sarebbero quindi ben lontani da scelte di gusto indipendenti che realmente li soddisfano.