Italiani un popolo da sempre abituato a pagare in nero

2 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ tra le misure che piu’ hanno fatto parlare di se’: una nuova drastica riduzione della soglia per l’uso dei contanti per combattere l’evasione fiscale, uno dei cancri del paese Italia. Ma non sara’ un’operazione facile quella avviata a dicembre dal governo. Le carte di credito solo utilizzate solo 26 volte l’anno, cinque volte meno del Regno Unito, e pagamenti e lavoro in nero spesso avvengono con la complicita’ di dipendenti e clienti.

Portando la soglia a 1.000 euro, l’esecutivo Monti ha deciso di continuare il percorso iniziato dal precedente esecutivo, che pero’ aveva seguito una linea completamente diversa all’inizio della legislatura.

Il fatto che il ricorso al contante favorisca chi vuole mettere le proprie transazioni al riparo dal fisco e’ abbastanza condiviso: l’obiezione avanzata spesso da chi si oppone a questo tipo di misure e’ invece un’altra: che l’Italia non e’ pronta per una modernizzazione del genere. Far perdere l’abitudine del contante agli italiani non sara’ affatto semplice.

Floriana d’Andrea, una musicista di Napoli, e’ abituata a portare con se’ un bel gruzzolo di bancanote di euro quando deve comprare gli strumenti e attrezzatura audio, secondo quanto riferito a Bloomberg. Dovra’ cambiare abitudini con i nuovi limiti imposti dall’esecutivo Monti per idraulici, elettricisti, proprietari di appartamenti e piccole imprese. D’Andrea arrivava a spendere fino a 1.600 euro in contanti e non usava quasi mai la sua carta di credito.

“Se ci costringono a usare carte di credito i prezzi aumenteranno”, ha osservato a Bloomberg d’Andrea, sottolineando che molti punti di vendita offrono sconti ai clienti che sono disposti a pagare in cash e che non chiedono uno scontrino. Di fatto chiedendo di dividere la responsabilita’ di evasione dell’Iva del 21%.

Crisi del debito

L’Italia perde oltre 120 miliardi di euro l’anno. Secondo l’ABI vengono spesi altri 10 miliardi in operazioni cash. Combattere l’evasione fiscale sara’ cruciale per il governo Monti, che deve ridurre i 1.900 miliardi di debito, il secondo maggiore dell’area euro e una somma piu’ grande di quello di Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda messi insieme.

Gli investitori temono che l’Italia non riesca a ripagare il debito che emettera’ quest’anno. Solo nel primo trimestre sono in agenda piu’ di 50 miliardi di nuove emissioni e i tassi di interesse sono a un livello, il 7%, che ha spinto gli altri Piigs a ricorrere ad aiuti esterni.

Nel frattempo la fiducia dei consumatori e’ scesa ai minimi di 16 anni in dicembre, con la crisi che ha costretto il governo ad apportare misure di austerita’ molto severe e ha intensificato la paura delle famiglie di entrare in una lunga fase di recessione in cui l’Italia e’ entrata nel terzo trimestre 2011. L’indice del sentiment dei consumatori e’ sceso a quota 91,6, ai minimi da gennaio 1996 dai 96,1 di novembre.

“Tracciare i pagamenti in contanti non assicurera’ automaticamente di ridurre l’evasione, che spesso vede coinvolte operazioni inferiori ai mille euro”, sottolinea a Bloomberg Luca Mezzomo, numero uno della divisione economic research di Intesa Sanpaolo. Le nuove misure “potrebbero essere uno strumento valido per permettere all’Agenzia delle Entrate, tuttavia, di individuare le persone che spendono piu di quello che dichiarano”.

Dalle spese per organizzare i matrimoni ai lavori di rinnovamento della casa, gli italiani preferiscono spesso pagare in contanti, consentendo a meccanici e ristoratori, ad esempio, di non dichiarare parte del reddito e guadagnarci. Molte piccole imprese pagano in contanti i propri dipendenti, consentendo loro di dichiarare entrate inferiori a quelle effettive.

I consumatori italiani sono i meno indebitati e i maggiori risparmiatori dell’area Euro, secondo i dati pubblicati da Eurostat. La loro frugalita’ potrebbe essere legate anche alla tendenza a effettuare pagamenti in contanti. Le carte di credito sono utilizzate solo 26 volte per anno in media, cinque volte meno rispetto al Regno Unito.

‘Cultura del denaro contante’

“La cultura del contante e’ parte integrante degli itliania, anche di coloro che non hanno mai evaso in vita loro”, ha spiegato il vice ministro delle Finanze Vittorio Grilli durante una conferenza stampa tenuta il 5 dicembre a Roma. L’Italia voleva porre addirittura il limite a 300-500 euro, ma alla fine ha preferito adottare misure piu’ di manica larga, proprio per consentire ai cittadini di abituarsi alle nuove misure.

Le banche, le quali chiedono commissioni di fino al 2% ai clienti che usano carte di credito, potrebbero essere i primi beneficiari dell’iniziativa anti evasione, secondo l’associazione a tutela dei consumatori Adusbef. “A meno che i gruppi bancari non riducano le commissioni sulle carte di credito, si faranno piu’ soldi con la nuova legge”, ha spiegato a Bloomberg Mauro Novelli, segretario generale dell’organizzazione che rappresenta i clienti nel settore finanziario e dell’assicurazione.

Per le associazioni dei consumatori la nuova legge rappresenta una discriminazione contro gli anziani. Molti di loro non usano infatti carte di credito. Ben 7,5 milioni di italiani non hanno neanche un conta in banca, secondo l’Adusbef. “Non possono costringere una parte della popolazione ad aprire da un giorno all’altro un conto in banca. Il governo sta lavorando su questo punto, cercando di convincere le banche ad apportare dei tagli e incoraggiare in questo modo a un maggiore utlizzo delle carte di credito.

“Quello di cui abbiamo bisogno e’ una rivoluzione nelle menti e nelle abitudini degli italiani”, ha osservato Monti. “Questo e’ solo il primo passo”. Nel 2008 la soglia e’ stata riportata a 12.500 euro la soglia che il governo Prodi aveva abbassato a 5.000. Poi lo scorso anno, anche su pressione dei sindacati, c’era stata la marcia indietro e il ritorno al livello precedente, che con la manovra estiva e’ stato dimezzato a 2.500 euro. Ora si parla di una nuova drastica riduzione, fino a quota 500-1000 dopo quella a 1.000 euro per effetto delle misure adottate il 4 dicembre scorso.