Italiani popolo di formiche: cosa c’è dietro la crescita dei risparmi

22 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Crescono i risparmi delle famiglie italiane che vuoi la crisi politica, vuoi le tensioni finanziarie, decidono di lasciare il loro denaro sui conti con la conseguenza che aumentano le riserve in banca cresciute in 12 mesi di oltre 50 miliardi di euro mentre i c/c arrivano a sfondare il tetto dei mille miliardi.

Questi i dati principali che emergono dalle ricerca del Centro studi di Unimpresa sull’andamento delle riserve delle famiglie e delle imprese italiane, secondo la quale, in totale, negli ultimi 12 mesi nei conti correnti sono stati accumulati 74 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, dice il rapporto, le famiglie non spendono e hanno lasciato in banca 26,1 miliardi in un anno (+2,77%), così anche le aziende i cui fondi sono cresciuti di circa 20 miliardi (+7,95%), e di oltre 4 miliardi invece le imprese familiari (+7%).

“Da diversi anni registriamo questo preoccupante andamento dei depositi bancari. A frenare consumi, investimenti e credito sono rispettivamente la paura di nuove tasse e l’assenza di certezze sul futuro, nell’ultimo periodo si è aggiunta anche qualche preoccupazione sul fronte politico per l’instabilità del governo”.

Così il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. Questi dati arrivano mentre la Consob mette in luce come le scelte di investimento degli italiani sono ancora segnate da una scarsa conoscenza dei concetti base della finanza. Nel rapporto  sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018, l’Autorithy  evidenzia che la ricchezza netta delle famiglie rimane stabile sui livelli del 2012 attestandosi a 9 volte il reddito disponibile, sopra la media Ue ma i risparmiatori italiani sono “affetti” da un cronico ritardo in termini di educazione finanziaria.

Solo il 50% degli intervistati ha dichiarato di comprendere il significato di nozioni di base  come inflazione, relazione rischio/rendimento, diversificazione, mutui e interesse composto, mentre solo il 20%ha risposto correttamente su temi come relazione prezzo/tassi di interessi delle obbligazioni e rischiosità delle azioni. Solo il 20% degli intervistati infine manifesta la volontà di voler accrescere le proprie competenze, con una maggiore frequenza tra le donne.