Italiani fanno sempre più ricorso ai pagamenti elettronici, +6,8% nel 2018

26 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Mentre il governo studia provvedimenti per abbattere l’uso del contante nei pagamenti, riducendo così il rischio evasione, gli italiani mostrano una propensione sempre maggiore a far ricorso a pagamenti elettronici. Nel 2018, in Italia, il numero di pagamenti al dettaglio effettuati con strumenti diversi dal contante è cresciuto del 6.8%, in accelerazione rispetto al tasso di crescita registrato nell’anno precedente. È quanto evidenza la 17esima edizione  A tale dinamica corrisponde un aumento dei volumi complessivi del +4.7%. Si riduce invece l’importo medio transato annuo che si attesta a 1418 euro rispetto ai 1501 euro del 2017 (-5.5%).

Entriamo nel dettaglio dello studio.

Carte di credito

Nel 2018 il numero di carte di credito attive in circolazione in Italia è stato pari a circa 15 milioni di unità contro i 56.3 milioni di carte di debito. La maggior parte delle carte in circolazione è di tipo familiare o personale e solo l’8.2% aziendale. Considerando il numero di transazioni effettuate con carte di credito si nota un percorso di crescita che arriva a superare un milione di unità nel 2018, anno in cui si è registrato il record degli importi transati i quali hanno superato gli 80 miliardi di euro. Il valore medio delle transazioni effettuate con tale tipologia di carta è tuttavia leggermente diminuito a conferma di un utilizzo più diffuso anche per acquisti di medio-basso valore”.

Carte di debito

Dall’Osservatorio emerge, nel periodo 2017/2018, un aumento del 5% degli importi complessivi delle transazioni attraverso carte di debito. In termini di numero medio di transazioni annue su POS con carta di debito, nel 2018 vi è stato un aumento di due unità rispetto al 2017 (38 contro 36).

Carte prepagate

Il settore delle carte prepagate presenta “segnali di maturità”; nel corso del 2018 è stata registrata una lieve riduzione del numero di carte accompagnata però da una crescita significativa del numero di operazioni. Con un aumento del 26.5% delle transazioni effettuate, la carta prepagata si conferma uno strumento di ampia diffusione e utilità per il consumatore. Il valore medio per operazione si è ridotto.

In calo le sofferenze

L’analisi della rischiosità del comparto delle carte di credito mostra, a maggio 2019, un tasso di sofferenza pari all’1.4%, in diminuzione a quanto registrato nel 2018. La contrazione del tasso di sofferenza è diffusa in tutte le macroaree del Paese con miglioramenti più accentuati per il Sud e le Isole che passano dal 2.8% al 2.5% grazie al contenimento del rischio in tutte le regioni meridionali.

Italia, fanalino di coda nell’UE

Ponendo attenzione al confronto con il contesto internazionale emerge come l’Italia si ponga ben al di sotto della media UE per utilizzo delle carte di credito. La conferma viene in particolare dal rapporto tra il valore delle transazioni effettuate con carte di pagamento e il PIL: l’Italia si classifica nelle ultime posizioni (24° posto) su 28 paesi europei. I Paesi più propensi all’utilizzo delle carte di pagamento sono Gran Bretagna, Portogallo e Francia con un rapporto del valore delle transazioni con carta rispetto al Pil più elevato della media europea. In Italia il contante in circolazione rappresenta circa l’11,6% del PIL, percentuale superiore a quella dei principali paesi europei quali la Germania (9,4%) e la Francia (10.1%). Il peso sul PIL scende ancora per i paesi del Nord Europa: nei Paesi Bassi tale percentuale arriva all’8,7%.