Italia: un disastro gli ordinativi all’industria nel mese di gennaio

19 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Parte malissimo il 2012 per l’industria italiana. E’ pesante il tonfo pesante degli ordinativi all’industria in gennaio: il calo mensile del 7,4% e’ di piu’ di due volte superiore a quello previsto. Si spera che gli analisti abbiano ragione e che sia stato toccato il punto piu’ basso.

La cifra si confronta con il -3,2% previsto dagli analisti e con il rialzo del 5,2% del mese precedente. E’ il dato peggiore da ottobre 2009: pesa la performance negativa del mercato interno.

Su base annuale, come annunciato dall’Istat, il ribasso e’ del 5,6%, contro il -2,9% atteso. Anche in questo caso si tratta dei livelli minimi da quasi tre anni (da novembre 2009).

Il fatturato dell’industria, al netto della stagionalita’, registra una diminuzione del 4,9% rispetto a dicembre 2011 (-5,2% sul mercato interno e -4,5% su quello estero). Sempre su base tendenziale, i dati di dicembre sono stati rivisti in rialzo a +3,2%.

Nella media degli ultimi tre mesi (novembre-gennaio), l’indice diminuisce dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (agosto-ottobre).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di gennaio 2011) il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,4%, con una riduzione del 7,1% sul mercato interno e un aumento dell’1,3% su quello estero.

Nella media degli ultimi tre mesi (novembre-gennaio), l’indice diminuisce dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (agosto-ottobre). Lo rende noto l’Istat, specificando che, corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di gennaio 2011) il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,4%, con una riduzione del 7,1% sul mercato interno e un aumento dell’1,3% su quello estero.

In termini settoriali la contrazione maggiore del fatturato è stata registrata dal settore di produzione dei beni strumentali. Nella media degli ultimi tre mesi (novembre-gennaio), l’indice diminuisce dell’1,6% rispetto ai tre mesi precedenti (agosto-ottobre).
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Il dato relativo alle nuove richieste industriali misura il cambiamento nel valore totale dei nuovi ordini di acquisto che pervengono ai produttori in Italia. Un dato piu’ elevato sta a indicare un aumento dell’attivita’ da parte dei produttori.

Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi per l’euro, mentre valori inferiori alle attese sono invece da leggere in senso negativo per la moneta unica.

L’andamento pesantemente negativo degli ordini in gennaio potrebbe essere dovuto in parte alle manifestazioni di protesta che hanno interessato il settore dei trasporti, segnalano gli analisti di Centrobanca. “Se questa ipotesi è corretta in febbraio dovrebbe essersi registrato un recupero, ostacolato però dall’ondata di maltempo che ha colpito il Paese, causando nuovi disagi al settore dei trasporti”, si legge nel report dell’istituto.

Per quanto parte del cattivo andamento di ordini e fatturato nel gennaio scorso sia attribuibile alle proteste degli autotrasportatori, “non c’è dubbio che esso sia dovuto anche alla debolezza della domanda, soprattutto interna”, secondo il team di economisti Pio De Gregorio e Anna Tugnolo.

Ma il miglioramento della fiducia delle imprese rilevato nelle ultime settimane fa ritenere che il punto più basso sia alle spalle.