ITALIA: UE ANNUNCIA CRESCITA PIL OLTRE LE STIME

22 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Commissione Ue prevede per l’Italia una crescita del Pil, Prodotto interno lordo, pari al 2,9% nel 2000 e al 2,8% nel 2001. Si tratta di un livello superiore rispetto al 2,8% stimato dal governo e al 2,2% indicato dal Patto di stabilità per il mantenimento dei criteri di adesione all’euro.

Nelle previsioni economiche di fine autunno l’economia italiana appare dunque in fase di ripresa nonostante il tasso di crescita della zona euro sia complessivamente più alta, e anzi raggiunga il record del 3,5% quest’anno (è il livello più alto dal 1989). Per il 2001 si stima +3,2% e per il 2002 +3%.

In Italia Bruxelles stima un’inflazione al 2,6% quest’anno a causa del rialzo dei prezzi petroliferi; nel 2001 tuttavia l’inflazione è destinata a ridursi al 2,2% e nel 2002 all’1,8%.

Il deficit è visto assestarsi nel 2000 allo 0,1% del Pil grazie all’incasso realizzato con le licenze UMTS, tecnologia per i telefonini di terza generazione, e all’1,1% nel 2001.

La crescita economica sarà spinta dall’export che, grazie alla debolezza dell’euro, peserà per lo 0,5% nell’aumento del Pil. Al contrario, l’aumento del petrolio inciderà per lo 0,2% quest’anno e per lo 0,4% nel 2001.

La domanda interna risulta sostenuta dalla crescita degli investimenti, in un contesto favorevole offerto dall’alta utilizzazione della capacita’ degli impianti.

I consumi interni sono in aumento “grazie alla robusta creazione di nuovi posti di lavoro e ai tagli fiscali previsti per il prossimo anno”.

Cresce l’occupazione soprattutto nei servizi, dovuta per due terzi alla maggiore diffusione del part-time e dei contratti a termine, ma bisognerà attendere il 2002 per ridurre il tasso di disoccupazione al 9,6%.